California

USA, guida alle elezioni suppletive del 25° e 28° distretto della California

La California andrà al voto per rimpiazzare i seggi vacanti nel 28° distretto per il Senato dello Stato – lasciato dal repubblicano Jeff Stone, entrato nell’amministrazione di Trump – e quello nel 25° distretto per il Congresso, lasciato dalla democratica Katie Hill.

Due distretti elettorali molto vicini, due corse molto diverse: la corsa per il Senato di Stato sembra essere già decisa, mentre quella per il Congresso potrebbe riservare delle sorprese. E’ così che la California andrà al voto per rimpiazzare i seggi vacanti nel 28° distretto per il Senato dello Stato – lasciato dal repubblicano Jeff Stone, entrato nell’amministrazione di Trump – e quello nel 25° distretto per il Congresso, lasciato dalla democratica Katie Hill.

Con i suoi 53 distretti elettorali, la California è uno degli stati con più corse dell’Unione, ma dalla vittoria di Clinton nel 1992 i Democratici hanno sempre avuto vita facile in quasi tutti questi distretti, a livello statale e federale. Nel calcolo delle pivot counties, ovvero quelle circoscrizioni che nel 2008 e 2012 hanno votato per Obama, e nel 2016 per Trump, la Calfornia non ne conta nemmeno una.

La corsa nel 28° distretto per il Senato della California

Il 12 Maggio, 931.349 elettori californiani sceglieranno il successore di Jeff Stone, membro Repubblicano del Senato della California – organo statale che non è il Senato degli Stati Uniti – che è entrato a far parte del Dipartimento del Lavoro sotto l’amministrazione Trump. Tutti gli Stati dell’Unione hanno un proprio organo legislativo, che si suddivide per 49 di questi in un’Assemblea Generale e in un Senato, ad eccezione del Nebraska che vanta un solo ramo del potere legislativo. Il Distretto di Columbia e i territori incorporati dello Stato non hanno organi legislativi statali.

Il mandato dei legislatori californiani dura 2 anni, e la Costituzione californiana stabilisce che si possono candidare tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America, residenti in California da almeno tre anni, di cui uno nel distretto nel quale si candidano. Il mandato di due anni è regolato da una specifica legge custodita nella Costituzione californiana.

Il Senato della California conta 40 membri, di cui attualmente 27 sono democratici, mentre 12 sono repubblicani, e un seggio è vacante. Alle Primarie dei democratici e dei repubblicani hanno vinto rispettivamente Elizabeth Romero (D), che si è aggiudicata la nomination con 47.516 voti, e Melissa Melendez (R), che ha vinto con 81,918 voti.

Elizabeth Romero (D) e Melissa Melendez (R)

Melissa Melendez (R) e Elizabeth Romero (D).

Le primarie del Partito Repubblicano, confermando il trend imposto da Trump, sono state molto più frequentate di quelle democratiche, e la ragione è che Jeff Stone, ex senatore, è stato negli anni un fisso rappresentante di questo distretto, vincendo nel 2018 con 151.020 voti (51,6%) contro il rivale democratico Joy Silver, che ne ha presi 141.792 (48,4%). Il crescente engagement politico che Trump ha impresso al Partito ha fatto il resto.

Stone rappresenta il 28° distretto della California dal 2014, anno in cui vinse l’elezione con 81.698 voti (53%) contro il rivale Garcìa, che ne prese 72.352 (47%). All’epoca, però, l’uragano Trump non si era ancora abbattuto sul partito, e l’affluenza di quell’elezione fu molto più ridotta rispetto alle successive tornate.

Le elezioni del 2014 rappresentarono anche un dibattuto caso giudiziario: le elezioni si tennero infatti dopo una tornata di elezioni Primarie che negli Stati Uniti chiamano blanket, cioè dove si può votare per qualsiasi candidato di qualsiasi Partito: Stone e Garcìa, arrivati all’elezione finale, erano entrambi del Partito Repubblicano. Questo suscitò scalpore (ma ci sono altri esempio di blanket primaries nella storia) tanto che fu sollevata la legittima costituzionalità di questo tipo d’elezione.

Il seggio del 28° distretto non rappresenta nulla di più di una congettura burocratica, sia per i Democratici che per i Repubblicani: al Senato infatti la maggioranza è saldamente in mano democratica, e i Repubblicani sanno che vinceranno quel seggio, pur senza dargli importanza elettorale. Il 18° distretto è molto vicino alla contea di Los Angeles, nella California democratica per natura. Inoltre, l’affluenza ridotta alle Primarie democratiche fa pensare ad una ennesima vittoria democratica nel distretto.

La corsa per il Congresso nel 25° distretto

Molto diversa è invece la corsa californiana per il Congresso: il 25° distretto ingloba parte della contea di Los Angeles e di Ventura. Katie HIll, la rappresentante democratica eletta, aveva vinto il seggio in una corsa storica contro un rivale potente – Steve Knight – addolcita dal suo personale record: è diventata la prima donna dichiaratamente bisessuale ad entrare nella House of Representatives.

25° Distretto della California. Fonte: Google Maps.

25° Distretto della California. Fonte: Google Maps.

Nel 2018, poco dopo l’elezione, vennero pubblicate sui giornali diverse foto scandalistiche che provavano le voci che si rincorrevano da settimane secondo le quali la donna avrebbe avuto relazioni con membri del suo staff. Dopo che una foto di lei nuda venne pubblicata online, la deputata annunciò le dimissioni via Twitter.

Nella corsa al Congresso degli Stati Uniti, i due rivali che il 12 Maggio si contenderanno il seggio sono Christy Smith (D) e Mike Garcia (R), ex rivale di Jeff Stone. Sebbene la California abbia uno score saldamente democratico a cominciare dagli anni 2000, e nonostante nel 2016 la Clinton travolse Trump con il 61,7% dei voti, la corsa di quest’anno per il seggio al Congresso appare una battaglia all’ultimo voto. Lo scandalo della deputata Hill ha infatti aiutato molto il Partito Repubblicano, che ha investito soldi e tempo nella campagna di Garcia.

Christy Smith (D) e Mike Garcìa (R).

Christy Smith (D) e Mike Garcìa (R).

Una vittoria Repubblicana di questo seggio non significherebbe comunque molto per il GOP, considerando che chi vincerà rimarrà in carica giusto il tempo per concludere il mandato iniziato da Katie Hill, per poi ricorrere nuovamente in nuove elezioni il 3 Novembre 2020.

Una eventuale vittoria repubblicana non travolgerebbe gli equilibri del Congresso e in ogni caso non arriverebbe in tempo per aiutare il processo legislativo. La maggioranza alla Camera è attualmente in mano ai democratici con 232 seggi, mentre i Repubblicani ne controllano 191, e il libertari 1 soltanto. I seggi vacanti sono 6, e fino a Novembre gli equilibri resteranno uguali.

Negli ultimi giorni, Donald Trump ha criticato il Governatore della California, l’ex Sindaco di San Francisco Gavin Newsom per aver deciso di tenere aperto il seggio elettorale per l’elezione del Congresso, mentre la soluzione trovata per il voto del Senato dello Stato è il voto postale. Secondo il Presidente, Newsom starebbe cercando di spaventare l’elettorato e di scoraggiarlo nell’andare a votare, favorendo così i democratici.

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Polonia, opposizione chiede dimissioni del vice Primo Ministro

Borys Budka, leader del partito di opposizione liberal-conservatore “Piattaforma Civica”, ha chiesto le dimissioni del Vice Primo Ministro Jacek Sasin, reo di essere il responsabile del governo per l’organizzazione delle elezioni presidenziali che avrebbero dovuto tenersi oggi.

La maggioranza infatti, retta dal partito conservatore PiS, aveva in ogni modo provato nelle scorse settimane provato a tenere comunque le presidenziali nonostante i rischi legati al coronavirus, salvo poi arrendersi e rimandare le elezioni a data da destinarsi lo scorso mercoledì, ad appena 4 giorni dalla tornata elettorale.

“Oggi stiamo avviando il processo di responsabilizzazione di coloro che sono responsabili dell’imbarazzo delle elezioni presidenziali ha affermato Budka, aggiungendo che il suo partito chiederà al parlamento di votare la sfiducia nei confronti del Vice Primo Ministro Jacek Sasin.

Il portavoce del governo Piotr Muller ha invece affermato che il comportamento di Sasin non avrebbe violato il limite della “buona condotta” nella gestione del caso, e che quindi “non ci sono basi per il licenziamento del vice primo ministro”.

Ricordiamo che al momento la data delle prossime elezioni è da stabilire. Si parla del 17 o del 23 Maggio ma è stato lo stesso Sasin ad affermare in un’intervista in radio che la prima finestra si aprirà non prima di Giugno.

Il Presidente della Commissione Elettorale ha sancito che il Presidente del Sejm ha 14 giorni di tempo per dichiarare la nuova data.

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Algeria, Presidente della Repubblica presenta progetto di revisione costituzionale

Il Presidente della Repubblica ha presentato il 7 maggio il progetto preliminare di revisione della Costituzione algerina.

Infatti, un comunicato stampa (citato dall’agenzia di stampa ufficiale dell’APS) della presidenza della Repubblica ha annunciato la consegna del progetto preliminare alla società civile, composta da personalità nazionali e accademiche, partiti politici, organizzazioni della società civile, sindacati e organizzazioni studentesche, per un dibattito e un arricchimento.

A Gennaio, il presidente Abdelmadjid Tebboune ha incaricato Ahmed Laraba, membro della Commissione di diritto internazionale dell’ONU, di dirigere un gruppo di esperti per elaborare proposte di modifica della costituzione. Dal suo insediamento al potere il 12 dicembre dello scorso anno, Tebboune ha promesso di emendare la carta fondamentale nei primi mesi del suo mandato per rispondere alle richieste sollevate durante le marce popolari che chiedevano cambiamenti radicali e costringevano l’ex presidente Abdelaziz Bouteflika a dimettersi.

Una volta terminato, la nuova costituzione modificata sarà sottoposta a un referendum popolare.

Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che, per il momento, il progetto è “solo una bozza di testo da modificare e soggetta ad eventuali aggiunte o soppressioni“. La riforma costituzionale si concentra quindi su sei  aree principali, ovvero diritti e libertà, separazione dei poteri, sistema giudiziario, corte costituzionale, trasparenza e lotta alla corruzione e autorità elettorale indipendente.

 

EMENDAMENTI PROPOSTI SUI DIRITTI FONDAMENTALI E CIVILI:

  • La protezione delle donne da ogni forma di violenza
  • Il diritto al risarcimento per l’arresto e la detenzione temporanea
  • L’adozione del principio dell’autorizzazione all’esercizio della libertà di riunione e di manifestazione. A tal fine, la bozza propone di introdurre il regime dichiarativo per gli incontri, le manifestazioni e la creazione di associazioni.
  • L’autorizzazione a creare associazioni e il principio di non scioglierle se non con decisione giudiziaria.
  • La tutela della libertà di stampa in tutte le sue forme
  • Diritto al risarcimento per qualsiasi persona che sia stata sottoposta ad arresto o detenzione arbitraria.
  • Nessuna legge può contenere disposizioni che impediscano la libertà di fondare partiti politici.

EMENDAMENTI PROPOSTI SUL PRINCIPIO DI SEPARAZIONE DEI POTERI:

  • Limite a due mandati presidenziale
  • Concedere al Presidente della Repubblica la facoltà di nominare un sostituto, designato come Vicepresidente.
  • Rafforzare il ruolo del Primo Ministro e la funzione di Capo del Governo.
  • approvazione di una votazione in Parlamento alla presenza della maggioranza dei membri
  • Limitazione del mandato parlamentare a due soli termini
  • Distinzione nel beneficio dell’immunità parlamentare tra gli atti connessi all’esercizio del mandato e quelli al di fuori di esso.
  • Limitazione della durata dello stato di emergenza a 30 giorni, eventualmente rinnovabile dopo l’approvazione parlamentare.
  • Per quanto riguarda la magistratura, è stato proposto, tra l’altro, di rafforzare il principio dell’indipendenza della magistratura, suggerendo a questo proposito che il ministro della Giustizia e il procuratore generale presso la Corte suprema non siano più membri del Consiglio giudiziario supremo (CSM).

 

Nella nuova Costituzione si propone anche di sostituire il Consiglio costituzionale con una Corte costituzionale. Inoltre, la bozza propone anche di costituzionalizzare Hirak, il movimento popolare del 22 febbraio 2019 nel preambolo della Costituzione del Paese. Infine,  prevede  di includere la lingua tamazight, che verrà riconosciuta come “lingua nazionale” e costante intangibile della nazione, una grande conquista per la minoranza berbera originaria del Maghreb.

Una volta terminati i lavori, la nuova costituzione modificata sarà sottoposta a un referendum popolare.

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La Germania vieta le “pratiche di conversione” degli omosessuali

Il parlamento tedesco ha approvato una legge che rende illegali le “pratiche di conversione” degli omosessuali. Queste cosiddette “terapie” saranno da adesso in poi vietate per i minorenni e per chiunque sia costretto a sottoporvisi.

Il provvedimento si rivolge a chi “somministra” i trattamenti – i trasgressori rischiano una sanzione di 30 mila euro o fino a un anno di carcere – ma anche i genitori possono essere condannati per aver minacciato, ingannato o costretto il figlio a tali pratiche. “L’omosessualità non è una malattia”, ha detto il Ministro federale della Sanità Jens Spahn. L’idea alla base di queste controverse terapie è infatti che l’orientamento sessuale debba essere corretto, se non addirittura curato.

Secondo le stime della Magnus Hirschfeld Foundation, ogni anno circa mille persone in Germania si sottopongono a pratiche di conversione. “Queste cosiddette terapie fanno ammalare la gente, non la curano. La legge vuole essere anche un importante segnale per chiunque è insicuro sulla propria omosessualità: andate bene così come siete, ha aggiunto il Ministro.

I Verdi, la Linke e la Fdp si sono astenuti, contestando alla legge di non essere abbastanza coraggiosa. Secondo i tre partiti la soglia dei 18 anni è troppo bassa – i Verdi volevano che fosse alzata a 26, la Linke a 27.

Il fenomeno delle “terapie di conversione”

Definirle “terapie” non è corretto, in quanto non ci sono basi scientifiche a loro sostegno. Si chiamano propriamente Sexual Orientation Change Efforts (SOCE) e consistono in incontri “curativi” con terapisti o leader religiosi. A volte possono includere l’ipnosi o l’elettroshock. Spesso sono metodi a cui ricorrono i genitori che vogliono “correggere” l’orientamento sessuale dei propri figli.

Nel 2018 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui si è detto favorevole alle “iniziative che vietano le terapie di conversione LGBTI e bandiscono la patologizzazione delle identità transgender”, e ha esortato “tutti gli Stati membri ad adottare misure analoghe che rispettino e difendano il diritto all’identità e all’espressione di genere”. Prima della Germania, solo Malta e alcune regioni della Spagna le avevano vietate.

Tali pratiche di conversione sono state largamente condannate dalla comunità scientifica. Uno studio ha dimostrato che i ragazzi costretti dai genitori a sottoporsi ai SOCE, da adulti hanno più probabilità di soffrire di depressione, di tentare il suicidio, di ottenere peggiori risultati scolastici e di guadagnare meno.

In Europa, il dibattito sulle terapie di conversione per omosessuali è attivo anche nel Regno Unito. Nel 2017 la comunità medica inglese (NHS, The British Psychology Society, Association of Christian Counsellors, British Psychoanalytic Council e altri) ha firmato un Memorandum of Understanding in cui prometteva di “proteggere la comunità impegnandosi a porre fine alla pratica delle ‘terapie di conversione’ nel Paese”.

Justin Trudeau

Canada, i sondaggi promuovono Trudeau

Fin dallo scoppio dell’epidemia, il Premier Trudeau ha preferito adottare una linea più europea che statunitense. Oggi i sondaggi mostrano che il Primo Ministro si è mosso bene, recuperando molto terreno sul Partito Conservatore.

Canada – Uno dei grandi temi politici che ha sollevato l’improvvisa scoperta del Coronavirus – oltre alla destabilizzazione dei rapporti commerciali che intercorrono tra Washington a Pechino – riguarda le elezioni. Più precisamente, quei Partiti o quei Primi Ministri e Presidenti incumbent, che cioè si ripresenteranno alle prossime tornate elettorali dopo aver avuto un ruolo di governo in quelle prima.

Primi Ministri, Governatori, Presidenti e Sindaci che nel breve e medio periodo dovranno affrontare una prova di voto dovranno necessariamente fare i conti con la loro gestione dell’emergenza: è il caso di Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, che in poche settimane è passato dall’essere considerato un peso per il Partito Democratico campano al diventare il cavallo di battaglia delle prossime elezioni regionali.

Nell’ultimo mese si sono succedute tantissime analisi su quello che chiamiamo rally around the flag: una convergenza d’opinione verso l’approvazione dell’operato del Primo Ministro o Presidente di turno. Questo accade per diversi motivi, ma il più chiaro sembra essere il sentimento di unità nazionale che gli elettori sperimentano durante grandi crisi globali come questa.

Ovviamente l’effetto rally around the flag non dura in eterno: diversi Capi di Stato, negli ultimi giorni, stanno sperimentando sulla propria pelle l’abitudinarietà con cui la pandemia si sta scontrando, spingendo gli elettori a tornare sulle loro preferenze pregresse. E’ il caso di Donald Trump, che dopo un iniziale picco di consenso ora deve cedere il passo al calare dei consensi.

In Canada le cose sono un po’ diverse

Tasso di approvazione di Trudeau. Fonte: CBS Canada.

Tasso di approvazione di Trudeau. Fonte: CBS Canada.

Come mostra il grafico di CBS, il Premier Trudeau nell’ultimo anno faceva registrare un tasso di approvazione molto inferiore rispetto a quello successivo al suo primo mandato elettorale. Negli ultimi tempi – complice la gestione dell’epidemia – il Primo Ministro ha invece portato il tasso di approvazione del suo operato a livelli molto più alti.

C’è però un altro dato da guardare, per verificare che la popolarità di Trudeau durante la gestione dell’epidemia non sia solamente frutto di una convergenza nazionale verso il leader del Paese: le intenzioni di voto per i partiti.

Intenzioni di voto, 1 Aprile. Fonte: Lèger.

Intenzioni di voto, 1 Aprile. Fonte: Innovative Researh Group.

Intenzioni di voto, 25 Aprile. Fonte: Lèger.

Intenzioni di voto, 25 Aprile. Fonte: Lèger.

 

Intenzioni di voto, 1 Maggio. Fonte: Lèger.

Intenzioni di voto, 1 Maggio. Fonte: Lèger.

Dalle rilevazioni effettuate da diversi istituti di analisi, si nota come il Liberal Party guidato da Trudeau sia avanzato di 10 punti percentuali dal 1 Aprile fino ad oggi. Comparato con le intenzioni di voto di altri Paesi, fra i quali l’Italia, gli Stati Uniti o la Germania, si nota come il risultato canadese sia l’unico a indicare un aumento della popolarità del leader e conseguentemente del partito di cui fa parte in maniera cospicua.

In molti casi, l’approvazione dell’operato dei leader degli altri Paesi ha cominciato a diminuire sostanzialmente, essendosi esaurito l’effetto di convergenza. E’ il caso degli Stati Uniti, dove il Presidente Trump ha perso terreno, ma anche di alcuni Paesi europei.

Mnuchin Liu He

USA-Cina, riprendono i negoziati sulla guerra commerciale

Nella giornata di venerdì Stati Uniti e Cina hanno ripreso a discutere dei loro rapporti commerciali, dopo quasi quattro mesi di pausa dovuta anche all’emergenza Coronavirus. L’incontro bilaterale, primo dall’inizio della pandemia, si è svolto in videoconferenza. La delegazione cinese è guidata dal Vice-Premier Liu He, già a capo dei negoziati l’anno scorso.  Due membri dell’amministrazione Trump guidano la squadra americana, il Rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer e il Segretario del Tesoro Steve Mnuchin. I negoziati riprendono in un momento di alta tensione fra i due paesi. Negli ultimi giorni il Presidente Trump e il Segretario di Stato Pompeo hanno attaccato duramente la Cina per la gestione della pandemia.

ACCORDO COMMERCIALE “FASE 1”

I negoziati si erano temporaneamente interrotti lo scorso 15 Gennaio, quando il Presidente Trump e e il Vice-Premier Liu avevano firmato a Washington l’accordo “Fase 1”. L’accordo, una tregua più che una risoluzione, prevede un aumento di importazione di prodotti americani da parte della Cina in cambio di una riduzione dei dazi. La Cina si è impegnata a importare, nel biennio 2020-2021, prodotti americani per almeno 200 miliardi di dollari in più rispetto al 2017. Gli Stati Uniti hanno immediatamente dimezzato, portandoli a 7.5%, i dazi su 120 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Rimarranno invece tassati al 25% altri export cinesi del valore complessivo di 250 miliardi, fino a che non verrà raggiunto un accordo di “Fase 2”.

IL COMMERCIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Mentre aumentano gli attriti fra i due giganti sulla questione Coronavirus, i negoziatori hanno il compito delicato di trovare un accordo in un momento in cui il commercio globale è congelato dalla pandemia. La pandemia e le misure restrittive in vari paesi del mondo hanno ridotto non solo la produzione, ma anche interrotto le catene di distribuzione globali. Nel primo trimestre 2020, la Cina ha triplicato le importazioni di soia statunitense rispetto all’anno scorso. I volumi commerciali totali però rimangono molto bassi, meno della metà di quelli del 2017. Nonostante le tensioni e le difficoltà, la discussione si è conclusa con una dichiarazione congiunta positiva, ben accolta a Wall Street. Gli incontri però per ora saranno solo incentrati sull’implementazione dell’accordo del 15 Gennaio. La ripresa dei negoziati è solo il primo passo del lungo cammino verso la lontana “Fase 2”.

Presidente del Banco Central do Brasil

Brasile, approvato Quantitative Easing per rilanciare l’economia

Giovedì 7 maggio, il congresso Brasiliano ha approvato uno storico emendamento alla Costituzione, con il quale si permette al Banco Central do Brasil (la Banca Centrale brasiliana) di attuare un piano di Quantitative Easing. Tale emendamento è stato approvato in vista delle conseguenze economiche dell’attuale pandemia dovuta al Covid-19, che è prevista causare un crollo di circa il 5% del PIL per il 2020.

Il “bazooka” messo nelle mani della Banca Centrale brasiliana non ha precedenti nella storia dei paesi in via di sviluppo. Infatti, prima dell’emendamento, alla Banca Centrale era vietato di acquistare i titoli di stato brasiliani sul mercato primario (in altre parole, all’asta), ma solo sul mercato secondario, in modo da aumentare la domanda e quindi i prezzi dei titoli. Grazie al nuovo emendamento, invece, al BCB sarà possibile adottare una serie di misure da “tempo di crisi”, acquistando non solo titoli di stato ma anche obbligazioni societarie.

Tuttavia, i potenziali rischi di un’arma così potente nelle mani della Banca Centrale brasiliana e del suo presidente, Roberto Campos Neto, non sono pochi. A nutrire diversi dubbi sono soprattutto i privati, che dubitano dell’indipendenza dal governo della Banca Centrale, temendo che quest’ultima possa servire al primo per “stampare moneta“, creando ulteriori danni per l’economia brasiliana. D’altra parte, Neto ha voluto rassicurare gli investitori, affermando che non è intenzione della Banca Centrale stampare moneta e che l’acquisto delle obbligazioni e dei titoli di stato non andrà ad aumentare la base monetaria. Inoltre, in via precauzionale, è stato aggiunta all’emendamento una clausola che impone alla Banca Centrale di acquistare solo obbligazioni che presentino almeno un certo livello di rating, in modo da assicurare che non vengano acquistati titoli “spazzatura”.

Un’ulteriore precisazione da parte di Neto riguarda le implicazioni del Quantitative Easing sulla cosiddetta “curva dei rendimenti” e su una sua possibile inversione. Infatti, il presidente del BCB ha precisato che l’abbassamento dei tassi di interesse a lungo termine provocato dall’acquisto di obbligazioni a lungo termine, sarà compensato dal corrispondente ribasso dei tassi di interesse nel breve termine, causato dalla vendita di obbligazioni a breve termine.

Infine, quello che si auspicano in molti è che la scelta del governo brasiliano possa essere da esempio anche per gli altri paesi sudamericani, bisognosi in questo momento di un forte sostegno alle loro economie tramite un’importante iniezione di liquidità. Un programma di questa portata è indubbiamente necessario per l’economia brasiliana, che ha bisogno di un’azione immediata da parte del suo governo e della sua Banca Centrale, in modo da potersi rialzare il prima possibile cercando di limitare i danni alla sua economia arrecati dall’attuale pandemia. Al tempo stesso, è necessario che la Banca Centrale possa agire indipendentemente dal governo, senza subire pressioni esterne che potrebbero complicare ulteriormente la ripresa economica della più grande economia del Sud America.