Abkhazia, elezioni straordinarie nello stato parzialmente riconosciuto

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Il 22 marzo 2020, la Repubblica di Abkhazia si ritrova di nuovo alle urne per le elezioni presidenziali.

È la seconda volta che accade dopo appena sei mesi, visto l’annullamento da parte della Corte Suprema dei risultati dell’8 settembre 2019 che portarono all’elezione del nazionalista Raul Khajimba.

La pronuncia d’illegittimità della Corte è arrivata lo scorso 10 gennaio, in seguito alle proteste di massa avvenute nella capitale, invocanti le dimissioni del presidente neo-eletto.

I dimostranti, infatti, hanno contestato il mancato rispetto della soglia elettorale del 51% dei voti per essere eletti, prevista dalla costituzione.

I candidati che si contenderanno la presidenza dello stato de facto sono tre.

Il 38enne Adgur Ardzinba (in alto), Vice-Premier del Governo dell’Abkhazia e Ministro dell’Economia, è il più giovane candidato della storia del paese ed è considerato il più innovativo in termini politici. Il team di esperti e professionisti che lo sostiene, infatti, è in gran parte esterno al sistema partitico.

Possiede un curriculum internazionale (ex studente della London School of Economics) e lavora come docente all’Università dell’Abkhazia sin dal 2010.

Ardzinba è legato politicamente a Khajimba e alle forze nazionaliste governative (Forum per l’Unità Nazionale dell’Abkhazia). È conosciuto inoltre per aver avuto l’idea di introdurre una criptovaluta nazionale in Abkhazia.

Aslan Bzhania (56) è il leader dell’opposizione di centro-destra, deputato dell’Assemblea popolare dell’Abkhazia, ex presidente del Servizio di sicurezza dello Stato e generale in pensione. Principale organizzatore delle rivolte di gennaio, è il favorito indiscusso secondo gli ultimi sondaggi.

Seppur fortemente russofilo, Bzhania rimane contrario all’annessione alla Federazione. Prospetta un’Abkhazia più tollerante verso le minoranze etniche e più aperta e collegata al mondo e agli stati confinanti.

Il suo programma è incentrato sulla lotta alla corruzione, sulla riforma dell’apparato statale, delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario, nonché sulla formazione di un clima favorevole agli investimenti per favorire la crescita del paese.

Non ha potuto partecipare alle elezioni del 2019 a causa di problemi di salute, che, secondo lui e i suoi sostenitori, sarebbero stati provocati da un avvelenamento da parte dei rivali politici per escluderlo dalla competizione elettorale.

Il carismatico ex Ministro degli Interni Leonid Dzapshba (59) parteciperà per la terza volta alla corsa elettorale ed è fra tutti il meno favorito, avendo ottenuto circa il 4% dei voti nelle precedenti due elezioni (2014, 2019).

Tale percentuale potrebbe rivelarsi però decisiva nelle elezioni del 22 marzo. Il suo elettorato, infatti, diventerebbe strategico in caso di un confronto ravvicinato tra gli altri due candidati al secondo turno.

Il programma di Dzapshba prevede di garantire pari diritti ai cittadini di diverse nazionalità e fedi religiose, oltre che migliorare il benessere della società intera e rilanciare l’economia, introducendo tasse più eque e riducendo l’evasione fiscale.

L’Abkhazia è dal 1992 uno stato de facto indipendente e rivendicato territorialmente della confinante Georgia. Gli unici paesi che la riconoscono ufficialmente sono Russia, Venezuela, Nicaragua, Nauru e Siria.

È una repubblica semipresidenziale multipartitica sul modello russo, dove il Presidente esercita il potere esecutivo e riveste il ruolo di capo di stato e di governo. Il legislativo è invece nelle mani sia dell’Assemblea del Popolo, composta da 35 deputati eletti ogni 5 anni, che del governo.

L’influenza della Russia è centrale in Abkhazia e il suo ruolo di difesa esterna non viene messo in dubbio da alcuna forza politica, tuttavia la misura in cui questa egemonia dovrebbe essere esercitata rimane oggetto di discussione dei partiti.

La politica dello stato è caratterizzata da elevata corruzione e clientelismo. Rapporti e favori personali tra candidati ed elettorato sono infatti assai comuni data la ridotta popolazione. Inoltre, il coinvolgimento delle organizzazioni criminali è molto diffuso, vista la scarsa efficienza delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario.

Nato a Roma, attualmente impegnato in un Master in European Studies al King's College di Londra. Una passione irrefrenabile per la politica e i grandi eventi del mondo.

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