Analisi dinamiche interne centro-sinistra dal 2013 ad oggi

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Partito Democratico, +Europa, Italia Viva, Azione. Questi sono i quattro partiti che attualmente gravitano nell’orbita del centro sinistra. Chi più a centro, chi più a sinistra. Tratto caratterizzante è la presenza di correnti, conseguenza di una emblematica frammentazione interna. La creazione di nuove compagini politiche risulta quasi inevitabile (vedi Italia Viva e Azione). Questo fenomeno si manifesta nel partito più grande, il Partito Democratico. Essendo gli altri partiti di piccole dimensioni, difficilmente è riscontrabile una presenza di anime diverse che provochino delle scosse interne.

Ma per comprendere a pieno è necessario fare un passo indietro. Analizziamo le ultime tappe che hanno condotto il centro sinistra allo stato attuale.

 

ELEZIONI POLITICHE 2013

La coalizione di centrosinistra, presentatasi per le elezioni legislative del 2013, inglobava diversi partiti appartenenti a quell’area politica. La coalizione, Italia. Bene Comune,  fu presentata nell’ottobre 2012 dal Partito Democratico(PD) guidato da Pierluigi Bersani, Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) da Nichi Vendola e Partito Socialista Italiano (PSI) di Riccardo Nencini. La determinazione del capo della coalizione avvenne tramite elezioni primarie. I candidati che si presentarono dal PD furono Bersani, Renzi e Puppato; per SEL Vendola e dal Centro Democratico Tabacci. I vincenti del primo turno, del 25 novembre, Bersani e Renzi si sfidarono nel ballottaggio del 2 dicembre. Con il 60,9% Bersani si aggiudicò la leadership.

Le linee programmatiche trovavano riferimento principale nell’europeismo, progressismo, socialdemocrazia e ambientalismo. Più nello specifico, i 10 punti programmatici trovano linfa nella fiducia nei confronti degli italiani e “nel risveglio della fiducia collettiva”. Si richiamava ad una maggiore applicazione della Costituzione che doveva avvenire tramite la lotta all’illegalità, all’evasione fiscale e ai reati contro l’ambiente. La visione europea concepiva negli Stati Uniti d’Europa l’ideale da perseguire, al fine di contrastare l’avanzata di populismi e nazionalismi. La dignità dei lavoratori avrebbe dovuto occupare una centralità maggiore nell’azione di governo, oltre ai problemi occupazionali, soprattutto di giovani e donne. Altri obiettivi da conseguire: la ricerca dell’uguaglianza tra cittadini e tra Nord e Sud Italia; maggiore considerazione per l’istruzione e la ricerca; sviluppo industriale sostenibile nel rispetto dell’ambiente; garanzia di accessibilità a servizi come sanità, formazione, sicurezza; tutela dei diritti e della dignità della persona; richiamo alla responsabilità attraverso la necessità di un governo stabile. Le elezioni, tenutesi il 24 e 25 Febbraio, videro la coalizione di centrosinistra conquistare il 29,5% e 340 seggi alla Camera e il 31,6% e 113 seggi al Senato.

Come mai prima, il risultato elettorale non riportava una coalizione vincente. Ché se alla Camera, grazie al premio di maggioranza garantito dalla legge elettorale (Porcellum), si ebbe una chiara maggioranza del centrosinistra, al Senato la situazione fu diametralmente opposta. Infatti nessuna coalizione ottenne la maggioranza assoluta dei 158 seggi. Conseguenza fu l’entrata in una fase di stallo. In seguito al fallito negoziato di Bersani con il Movimento 5 Stelle, la situazione si risolse a due mesi dalle elezioni, 28 aprile, con la formazione del governo Letta, allora vice segretario PD. Il governo fu il primo di grande coalizione, poiché comprendeva esponenti di altre forze politiche e appartenenti alla coalizione di centrodestra. La formazione di questo governo portò al passaggio all’opposizione di SEL, con la conseguente disintegrazione della coalizione di centrosinistra. La frammentazione interna al PD condusse alla fine dell’avventura governativa di Letta. Matteo Renzi prese il suo posto dal 2014 al 2016, anno in cui rassegnò le dimissioni a seguito della sconfitta elettorale sul referendum costituzionale da lui proposto.

Le posizioni opposte sul referendum, interne al PD, portarono alla prima rilevante fuoriuscita di esponenti del partito. Si trattava dell’ex segretario Bersani, che  insieme ad un gruppo di parlamentari dell’ala sinistra PD, fondò un nuovo partito, Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista.                                                            Il successore di Renzi fu Paolo Gentiloni, sempre in quota PD, con cui è volta al termine la XVII legislatura. L’emorragia nel Partito Democratico non si esaurì con l’uscita di Bersani. Il Presidente del Senato Pietro Grasso in vista delle elezioni del 2018, dopo l’uscita dal PD, attraverso un primo passaggio al gruppo misto, presentò Liberi e Uguali. Lista di sinistra che raccoglieva formazioni quali: Possibile, Articolo 1-MDP e Sinistra Italiana.

ELEZIONI POLITICHE 2018

Alla vigilia delle elezioni del 4 Marzo 2018, la coalizione di centro sinistra era formata da Partito Democratico, +Europa, Insieme e Civica Popolare. A capo vi era, l’allora segretario del PD, Matteo Renzi. I punti focali erano: l’introduzione di un salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la riduzione debito pubblico, l’approvazione dello ius soli, asili nido gratis, attuazione di un modello di economia green, riduzione aliquote Irpef, maggiore integrazione tra i Paesi europei e difesa della moneta unica. Il verdetto delle elezioni vide la coalizione di centrosinistra conquistare il 22,8% e 116 seggi alla Camera e il 23% e 57 seggi al Senato.

I risultati generarono una crisi istituzionale di ben 89 giorni, la più lunga della storia repubblicana. Fino alla formazione del governo Lega-Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, che giunse al capolinea nell’agosto 2019.

Al neo segretario del PD, Nicola Zingaretti, venne quindi suggerito da parte dell’ex Renzi di intraprendere un dialogo con il Movimento 5 Stelle. La discussione con i grillini ebbe esito positivo e nacque l’attuale governo con PD, M5S e Liberi e Uguali. Conte rimase come Primo Ministro. Pochi giorni dopo la nomina  della squadra di governo e dei sottosegretari, Matteo Renzi annunciò la scissione dal PD e presentò il suo nuovo partito: Italia Viva. Ma le uscite “eccellenti” non si limitarono all’ex Premier. Infatti, a seguito della raggiunta intesa tra PD e 5 Stelle, l’ex Ministro Carlo Calenda annunciò l’uscita dal PD.

DOVE SI COLLOCANO I PARTITI DI CENTRO SINISTRA NELL’ATTUALE GOVERNO?

Tra i quattro partiti attualmente riconducibili all’area di centro sinistra, due si trovano nella maggioranza di governo (Partito Democratico e Italia Viva) e due all’opposizione( +Europa e Azione).

 

  • PARTITO DEMOCRATICOIl Partito Democratico nacque nel 2007 con l’intento di riunire a se tutte le anime di centro sinistra, riformisti ed europeisti. Tornando al periodo di nostro interesse, sotto la guida dell’allora segretario Bersani, nel 2013 conquistò il 25,4% alla Camera e il 27,4% al Senato. Con questi numeri si attestò come partito più votato. Ma fu con Matteo Renzi segretario, in occasione delle europee del 2014, che raggiunse una percentuale degna della Democrazia Cristiana dei primi anni della repubblica, il 40,8%. Eppure, in occasione delle elezioni legislative del 2018, il traguardo raggiunto non fu ripetuto, e il partito ottenne il 18,6% alla Camera e il 19% al Senato. Anche in quest’ultimo caso il segretario era lo stesso Renzi. Un anno dopo, per le europee del 2019, con il neo segretario Nicola Zingaretti, il PD riacquista un po’ di fiducia conquistando il 22,7%. Come appuntato inizialmente, nello spirito del PD c’è quello di unire a se varie forze provenienti da diversi contesti politico-culturali. Principalmente le correnti interne al PD sono 3. La componente maggioritaria è quella socialdemocratica progressista. I suoi principali rappresentanti provengono dai partiti del passato della sinistra (DS, PDS, PCI,PSI, PSDI). Tra loro troviamo spiccano il segretario Zingaretti, la Ministra De Micheli, Andrea Orlando, Matteo Orfini, Gianni Cuperlo. Invece, l’ex segretario Renzi rappresentava la corrente liberale del partito ispirata al liberalismo sociale e riformismo. Dopo la sua uscita, le figure di riferimento sono il Ministro Guerini, Graziano Delrio, Maurizio Martina, Paolo Gentiloni e Anna Ascani. Una minoranza, è invece quella cristiano sociale, definita anche cattolica-democratica. Trae origine dall’ala riformista dell’ex Democrazia Cristiana. Figure di spicco sono il ministro Franceschini e l’attuale Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. In Europa il partito prende spazio nel gruppo parlamentare S&D, socialisti e democratici, dal 2014. Secondo l’ultimo sondaggi pubblicato da SWG (22/06), il Partito Democratico registra una percentuale del 19,3%. In questo periodo il PD ha guadagnato poco più di mezzo punto, considerando che al 9 marzo si aggirava al 19,6%.

         

 

  •  ITALIA VIVAItalia Viva prende vita dall’uscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico subito dopo le nomine dei Ministri, Bellanova e Bonetti, del neonato governo Conte. Hanno seguito l’ex segretario, oltre alle due Ministre, ci sono anche altri ex esponenti di rilievo del PD tra cui Maria Elena Boschi e Davide Faraone. L’ingresso in IV ha interessato anche esponenti di Forza Italia, M5S e Liberi e Uguali. I valori che lo ispirano guardano al liberalismo sociale e al concetto di Terza via, ispirati da personaggi come Blair e Obama. In Europa il punto di riferimento è il Presidente francese Macron. Di fatto aderisce al gruppo parlamentare europeo fondato dallo stesso presidente, Renew Europe. Non essendosi ancora presentato autonomamente ad alcuna elezione, ci si può riferire ai numeri relativi ai sondaggi. Se al momento della fondazione il partito si attestava attorno al 3/3,5%, secondo l’ultimo sondaggio di SWG(22/06) è al 2,9%.

 

  •  +EUROPAPartito di ispirazione europeista e liberale, è nato da forze politiche appartenenti ai radicali e al movimento Forza Europa nel 2017. Benedetto Della Vedova, attuale segretario, insieme a Emma Bonino rappresentano le figure di rilievo del partito. Fece la sua prima apparizione elettorale per le politiche del 2018, riuscendo a conquistare il 2,6%. Migliorò per le europee 2019 arrivando al 3,1%, anche se non riuscì a superare la soglia di sbarramento del 4% e non ottenne nessun seggio. Comunque, a livello europeo, ha come punto di riferimento l’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (ALDE). Allo stato attuale dei sondaggi (22/06) SWG supera di poco la soglia del 2%.

         

  • AZIONEAll’inizio della terza decade di Novembre 2019 l’ex Ministro Carlo Calenda presentò il suo nuovo progetto politico, insieme al senatore ex PD Richetti, Azione. Punti di riferimento sono il liberalismo sociale e il popolarismo di Don Sturzo. Così come IV, Azione non ha avuto occasione di confrontarsi in sede elettorale se non la prima elezione di un consigliere al consiglio regionale dell’Emilia-Romagna. Quindi, riferendoci ai sondaggi SWG, secondo l’ultima rilevazione (22/06) si attesterebbe al 3,1%.

CONCLUSIONI

Avendo analizzato le dinamiche dei partiti di centro sinistra, ipotizzare il futuro dei partiti e dell’ipotetica coalizione è tentativo esperabile. Gli argomenti a favore di una possibile alleanza pre-elettorale possono essere ricondotti anzitutto alla stessa attenzione data ad alcuni temi. Su tutti la forte vocazione europeista e  l’attenzione data ai diritti sociali. Ma oltre a ciò, potrebbe essere presente una componente “opportunistica”, dato che con l’attuale legge elettorale (Rosatellum) la soglia di sbarramento è inferiore per i partiti che si presentano in coalizione. Ovvero, potrebbero decidere di correre insieme dato il momento di ascesa del centrodestra e, quindi, formare una coalizione con tutte le forze, anche di sinistra. Quest’idea ha già avuto eco in passato concludendosi, però, con un  nulla di fatto. Ovviamente, tutto quanto detto in tali ultime considerazioni si risolve in una mera seppur probabile ipotesi; le varianti potrebbero essere le più disparate. Ad esempio, cosa succederà con i 5Stelle? È possibile una coalizione con il M5S? Chi sarà disposto ad accettarlo? E le forze di destra vedranno ancora crescere i loro consensi? +Europa, IV e Azione in che condizioni si presenteranno alle elezioni? E il Partito Democratico?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Siciliano classe '97. Laureato in Scienze Politiche, Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Aspirante giornalista. Mi interesso di politica e attualità.

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