Brasile, approvato Quantitative Easing per rilanciare l’economia

Presidente del Banco Central do Brasil

Giovedì 7 maggio, il congresso Brasiliano ha approvato uno storico emendamento alla Costituzione, con il quale si permette al Banco Central do Brasil (la Banca Centrale brasiliana) di attuare un piano di Quantitative Easing. Tale emendamento è stato approvato in vista delle conseguenze economiche dell’attuale pandemia dovuta al Covid-19, che è prevista causare un crollo di circa il 5% del PIL per il 2020.

Il “bazooka” messo nelle mani della Banca Centrale brasiliana non ha precedenti nella storia dei paesi in via di sviluppo. Infatti, prima dell’emendamento, alla Banca Centrale era vietato di acquistare i titoli di stato brasiliani sul mercato primario (in altre parole, all’asta), ma solo sul mercato secondario, in modo da aumentare la domanda e quindi i prezzi dei titoli. Grazie al nuovo emendamento, invece, al BCB sarà possibile adottare una serie di misure da “tempo di crisi”, acquistando non solo titoli di stato ma anche obbligazioni societarie.

Tuttavia, i potenziali rischi di un’arma così potente nelle mani della Banca Centrale brasiliana e del suo presidente, Roberto Campos Neto, non sono pochi. A nutrire diversi dubbi sono soprattutto i privati, che dubitano dell’indipendenza dal governo della Banca Centrale, temendo che quest’ultima possa servire al primo per “stampare moneta“, creando ulteriori danni per l’economia brasiliana. D’altra parte, Neto ha voluto rassicurare gli investitori, affermando che non è intenzione della Banca Centrale stampare moneta e che l’acquisto delle obbligazioni e dei titoli di stato non andrà ad aumentare la base monetaria. Inoltre, in via precauzionale, è stato aggiunta all’emendamento una clausola che impone alla Banca Centrale di acquistare solo obbligazioni che presentino almeno un certo livello di rating, in modo da assicurare che non vengano acquistati titoli “spazzatura”.

Un’ulteriore precisazione da parte di Neto riguarda le implicazioni del Quantitative Easing sulla cosiddetta “curva dei rendimenti” e su una sua possibile inversione. Infatti, il presidente del BCB ha precisato che l’abbassamento dei tassi di interesse a lungo termine provocato dall’acquisto di obbligazioni a lungo termine, sarà compensato dal corrispondente ribasso dei tassi di interesse nel breve termine, causato dalla vendita di obbligazioni a breve termine.

Infine, quello che si auspicano in molti è che la scelta del governo brasiliano possa essere da esempio anche per gli altri paesi sudamericani, bisognosi in questo momento di un forte sostegno alle loro economie tramite un’importante iniezione di liquidità. Un programma di questa portata è indubbiamente necessario per l’economia brasiliana, che ha bisogno di un’azione immediata da parte del suo governo e della sua Banca Centrale, in modo da potersi rialzare il prima possibile cercando di limitare i danni alla sua economia arrecati dall’attuale pandemia. Al tempo stesso, è necessario che la Banca Centrale possa agire indipendentemente dal governo, senza subire pressioni esterne che potrebbero complicare ulteriormente la ripresa economica della più grande economia del Sud America.

Laureando in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e delle Organizzazioni Internazionali presso l'Università Bocconi. I miei interessi sono l'economia, la geopolitica, e le relazioni internazionali.

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