California

USA, guida alle elezioni suppletive del 25° e 28° distretto della California

La California andrà al voto per rimpiazzare i seggi vacanti nel 28° distretto per il Senato dello Stato – lasciato dal repubblicano Jeff Stone, entrato nell’amministrazione di Trump – e quello nel 25° distretto per il Congresso, lasciato dalla democratica Katie Hill.

Due distretti elettorali molto vicini, due corse molto diverse: la corsa per il Senato di Stato sembra essere già decisa, mentre quella per il Congresso potrebbe riservare delle sorprese. E’ così che la California andrà al voto per rimpiazzare i seggi vacanti nel 28° distretto per il Senato dello Stato – lasciato dal repubblicano Jeff Stone, entrato nell’amministrazione di Trump – e quello nel 25° distretto per il Congresso, lasciato dalla democratica Katie Hill.

Con i suoi 53 distretti elettorali, la California è uno degli stati con più corse dell’Unione, ma dalla vittoria di Clinton nel 1992 i Democratici hanno sempre avuto vita facile in quasi tutti questi distretti, a livello statale e federale. Nel calcolo delle pivot counties, ovvero quelle circoscrizioni che nel 2008 e 2012 hanno votato per Obama, e nel 2016 per Trump, la Calfornia non ne conta nemmeno una.

La corsa nel 28° distretto per il Senato della California

Il 12 Maggio, 931.349 elettori californiani sceglieranno il successore di Jeff Stone, membro Repubblicano del Senato della California – organo statale che non è il Senato degli Stati Uniti – che è entrato a far parte del Dipartimento del Lavoro sotto l’amministrazione Trump. Tutti gli Stati dell’Unione hanno un proprio organo legislativo, che si suddivide per 49 di questi in un’Assemblea Generale e in un Senato, ad eccezione del Nebraska che vanta un solo ramo del potere legislativo. Il Distretto di Columbia e i territori incorporati dello Stato non hanno organi legislativi statali.

Il mandato dei legislatori californiani dura 2 anni, e la Costituzione californiana stabilisce che si possono candidare tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America, residenti in California da almeno tre anni, di cui uno nel distretto nel quale si candidano. Il mandato di due anni è regolato da una specifica legge custodita nella Costituzione californiana.

Il Senato della California conta 40 membri, di cui attualmente 27 sono democratici, mentre 12 sono repubblicani, e un seggio è vacante. Alle Primarie dei democratici e dei repubblicani hanno vinto rispettivamente Elizabeth Romero (D), che si è aggiudicata la nomination con 47.516 voti, e Melissa Melendez (R), che ha vinto con 81,918 voti.

Elizabeth Romero (D) e Melissa Melendez (R)

Melissa Melendez (R) e Elizabeth Romero (D).

Le primarie del Partito Repubblicano, confermando il trend imposto da Trump, sono state molto più frequentate di quelle democratiche, e la ragione è che Jeff Stone, ex senatore, è stato negli anni un fisso rappresentante di questo distretto, vincendo nel 2018 con 151.020 voti (51,6%) contro il rivale democratico Joy Silver, che ne ha presi 141.792 (48,4%). Il crescente engagement politico che Trump ha impresso al Partito ha fatto il resto.

Stone rappresenta il 28° distretto della California dal 2014, anno in cui vinse l’elezione con 81.698 voti (53%) contro il rivale Garcìa, che ne prese 72.352 (47%). All’epoca, però, l’uragano Trump non si era ancora abbattuto sul partito, e l’affluenza di quell’elezione fu molto più ridotta rispetto alle successive tornate.

Le elezioni del 2014 rappresentarono anche un dibattuto caso giudiziario: le elezioni si tennero infatti dopo una tornata di elezioni Primarie che negli Stati Uniti chiamano blanket, cioè dove si può votare per qualsiasi candidato di qualsiasi Partito: Stone e Garcìa, arrivati all’elezione finale, erano entrambi del Partito Repubblicano. Questo suscitò scalpore (ma ci sono altri esempio di blanket primaries nella storia) tanto che fu sollevata la legittima costituzionalità di questo tipo d’elezione.

Il seggio del 28° distretto non rappresenta nulla di più di una congettura burocratica, sia per i Democratici che per i Repubblicani: al Senato infatti la maggioranza è saldamente in mano democratica, e i Repubblicani sanno che vinceranno quel seggio, pur senza dargli importanza elettorale. Il 18° distretto è molto vicino alla contea di Los Angeles, nella California democratica per natura. Inoltre, l’affluenza ridotta alle Primarie democratiche fa pensare ad una ennesima vittoria democratica nel distretto.

La corsa per il Congresso nel 25° distretto

Molto diversa è invece la corsa californiana per il Congresso: il 25° distretto ingloba parte della contea di Los Angeles e di Ventura. Katie HIll, la rappresentante democratica eletta, aveva vinto il seggio in una corsa storica contro un rivale potente – Steve Knight – addolcita dal suo personale record: è diventata la prima donna dichiaratamente bisessuale ad entrare nella House of Representatives.

25° Distretto della California. Fonte: Google Maps.

25° Distretto della California. Fonte: Google Maps.

Nel 2018, poco dopo l’elezione, vennero pubblicate sui giornali diverse foto scandalistiche che provavano le voci che si rincorrevano da settimane secondo le quali la donna avrebbe avuto relazioni con membri del suo staff. Dopo che una foto di lei nuda venne pubblicata online, la deputata annunciò le dimissioni via Twitter.

Nella corsa al Congresso degli Stati Uniti, i due rivali che il 12 Maggio si contenderanno il seggio sono Christy Smith (D) e Mike Garcia (R), ex rivale di Jeff Stone. Sebbene la California abbia uno score saldamente democratico a cominciare dagli anni 2000, e nonostante nel 2016 la Clinton travolse Trump con il 61,7% dei voti, la corsa di quest’anno per il seggio al Congresso appare una battaglia all’ultimo voto. Lo scandalo della deputata Hill ha infatti aiutato molto il Partito Repubblicano, che ha investito soldi e tempo nella campagna di Garcia.

Christy Smith (D) e Mike Garcìa (R).

Christy Smith (D) e Mike Garcìa (R).

Una vittoria Repubblicana di questo seggio non significherebbe comunque molto per il GOP, considerando che chi vincerà rimarrà in carica giusto il tempo per concludere il mandato iniziato da Katie Hill, per poi ricorrere nuovamente in nuove elezioni il 3 Novembre 2020.

Una eventuale vittoria repubblicana non travolgerebbe gli equilibri del Congresso e in ogni caso non arriverebbe in tempo per aiutare il processo legislativo. La maggioranza alla Camera è attualmente in mano ai democratici con 232 seggi, mentre i Repubblicani ne controllano 191, e il libertari 1 soltanto. I seggi vacanti sono 6, e fino a Novembre gli equilibri resteranno uguali.

Negli ultimi giorni, Donald Trump ha criticato il Governatore della California, l’ex Sindaco di San Francisco Gavin Newsom per aver deciso di tenere aperto il seggio elettorale per l’elezione del Congresso, mentre la soluzione trovata per il voto del Senato dello Stato è il voto postale. Secondo il Presidente, Newsom starebbe cercando di spaventare l’elettorato e di scoraggiarlo nell’andare a votare, favorendo così i democratici.

0a1-19

Taiwan, Cina condanna USA per sostegno ad ammissione all’ONU

La missione diplomatica cinese presso le Nazioni Unite ha condannato il tweet pubblicato dall’equivalente statunitense, dove si bolla come “affronto ai principi dell’ONU” l’esclusione di Taiwan dall’Organizzazione e dai tavoli di coordinamento per la gestione dell’emergenza coronavirus.

La Cina, che considera l’isola una propria provincia ribelle, ha espresso “ferma opposizione” alla dichiarazione a stelle e strisce, accusando un’interferenza nei propri affari interni e ribadendo l’appartenenza di Taipei alla Repubblica Popolare Cinese.

 

In questa guerra social è per ultimo da sottolineare come l’ambasciatore americano all’ONU, Kelly Craft, abbia ritwittato l’uscita della sua missione diplomatica, che nei scorsi giorni ha inoltre condiviso la posizione del Dipartimento di Stato USA che chiedeva il coinvolgimento di Taiwan alla prossima assemblea del WHO.

Ricordiamo che Taiwan ha rappresentato la Cina all’ONU, ricoprendo di conseguenza il relativo seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza, fino al 1971, anno nel quale venne approvata dall’Assemblea Generale la risoluzione 2758, che sancì il riconoscimento della RPC quale unico rappresentante della Cina presso le Nazioni Unite.

Secretary General Antonio Guterres holds a High-level Meeting on G5 Sahel.

UE, Consiglio Europeo valuta taglio debiti dei paesi Africani

I paesi dell’Unione Europea stanno discutendo una richiesta di cancellazione del debito di cinque paesi africani del Sahel come delle iniziative per aiutarli ad affrontare l’emergenza Coronavirus, ha dichiarato martedì il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Dopo i colloqui video con i leader dei paesi del “G5 Sahel” – Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad – Michel ha sostenuto che la comunità internazionale deve fare di più per aiutare l’Africa ad affrontare la pandemia.

Abbiamo concordato di tenere questo dibattito con gli Stati membri (UE), con i nostri partner internazionali – la FISM in particolare“, ha dichiarato ai giornalisti dopo i colloqui.

L’Africa è considerata particolarmente vulnerabile alla pandemia, e gli esperti temono che i deboli sistemi sanitari del continente possano non essere in grado di arginare la diffusione del virus.

Sul fronte economico, il crollo della domanda di minerali e del turismo, combinato con l’effetto di blocchi per rallentare il contagio, sembra destinato a martellare le economie africane.

Il Capo del Consiglio Europeo ha osservato che la riduzione del debito per l’Africa non è un nuovo dibattito, ma ha detto che l’impatto economico potenzialmente devastante del coronavirus lo ha rimesso all’ordine del giorno.

Penso che ci sia una domanda legittima, come è possibile sostenere i Paesi africani aprendo questo dibattito politico sulla riduzione del debito“, ha concluso.

Il FMI prevede che il Pil dell’Africa si ridurrà dell’1,6% nel 2020 – il suo peggior risultato mai registrato – mentre la Banca Mondiale ha avvertito che la regione potrebbe scivolare nella sua prima recessione in 25 anni.

Il G20, che riunisce le più grandi economie mondiali, ha deciso all’inizio di questo mese di sospendere i pagamenti del debito per le nazioni più povere del mondo, molte delle quali si trovano in Africa.

Il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha twittato che il blocco ha annunciato “194 milioni di euro in più” per le forze di sicurezza del G5, oltre a fornire servizi di base in aree fragili.