Come esce il Movimento 5 Stelle dalle tornate elettorali?

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Sono passate poco più di 24 ore dalla chiusura dei seggi e lo scenario politico italiano, sia a livello regionale che a livello nazionale, appare più incerto di prima. Se da un lato abbiamo Luigi Di Maio entusiasta per la vittoria al referendum del “suo” sì, dall’altro abbiamo una buona parte del movimento grillino che si sta leccando le ferite dopo gli esiti delle elezioni regionali e che richiama a gran voce gli Stati Generali del Movimento.

Elezioni Regionali

L’elezioni del 20 e 21 settembre convalidano la pesante sconfitta del Movimento 5 Stelle nelle Regioni al voto. Campania, Puglia, Veneto, Marche, Liguria, territori molto diversi tra di loro che però presentano un denominatore comune: la sconfitta dei grillini.

Una debacle che vede come miglior risultato il raggiungimento della doppia cifra in Puglia con la candidata Antonella Laricchia, che raggiunge appena il 10,5%.

Numeri di per sé negativi, ma che diventano ancora peggiori se si osservano le altre Regioni al voto: in Campania Valeria Ciarambino raccoglie il 9,9%, nelle Marche Gian Mario Mercorelli racimola l’8,6%, in Toscana Irene Galletti il 6,4%, mentre in Veneto Enrico Cappelletti il 3.2%; discorso a parte, invece, per la Liguria, dato che Ferruccio Sansa ha raccolto il 38,9% delle preferenze grazie all’accordo tra PD e Movimento 5 Stelle, ma che comunque non è servito a battere Giovanni Toti. Risultati insoddisfacenti che sottolineano, ancora una volta, la totale assenza della classe politica locale del Movimento 5 Stelle e l’incapacità a radicarsi nei territori.

Referendum Costituzionale

Se da una parte il Movimento 5 Stelle scivola rovinosamente nel territorio nazionale, lasciando presagire ad un dibattito interno molto acceso, dall’altro, Luigi Di Maio, ex capo politico dei 5S, alza la testa ed esulta per la vittoria del “sì” nel referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. 

L’irrefrenabile gioia del Ministro degli Esteri è parsa evidente sin dalle pubblicazioni dei primi exit poll che davano vincente il sì, tanto d’anticipare su Twitter il reggente del Movimento Vito Crimi. In un “tweet” prima e in conferenza stampa poi, l’ex Vice-Premier è un fiume in piena e in pompa magna rivendica la vittoria del referendum e della vittoria dei pentastellati sulla casta e come se non bastasse ha lanciato un monito ai suoi detrattori: “volevano colpire il governo e, inutile nasconderlo, anche il sottoscritto, ma non ce l’hanno fatta”.

In poche mosse, attraverso una magistrale personalizzazione del voto e l’immediata rivendicazione della vittoria referendaria, ha messo al tappeto Vito Crimi, perchè se da un lato Di Maio ha vinto il referendum, dall’altro Crimi ha perso le regionali:Non faccio mistero, l’ho sempre detto che potevano essere organizzate diversamente e anche per il Movimento, con un’altra strategia”, ha affermato Di Maio. Un colpo importante alla leadership di Crimi che adesso si ritrova tra le mani la patata bollente della sconfitta pentastellata in tutto il territorio nazionale.

Il Movimento 5 Stelle e gli Stati Generali

I “grillini” appaiono deboli come non mai. La vittoria del sì è stata una boccata d’ossigeno per il Governo a tinte giallo-rosse, ma che vede una perenne perdita di terreno in tutto il Paese. Il primo partito del Parlamento si è ridotto al 10% (o forse meno) in tutta Italia, lasciando una marea di dubbi sulla leadership grillina e, in generale, su tutta l’organizzazione del partito pentastellato.

Lo stesso Vito Crimi ha ammesso di aver avuto un “esito inferiore rispetto al passato”. 

I giorni che seguiranno non potranno che essere dei giorni di riflessioni e di programmazione, perchè dopo la cocente sconfitta nei territori e la vittoria “dell’anti-casta”, la maggior parte dei grillini richiedono a gran voce gli Stati Generali del Movimento. 

Il riassetto dei 5 Stelle è in atto: Vito Crimi non è più saldamente al comando e Luigi Di Maio è pronto a riprendersi il posto che l’attuale reggente grillino (Crimi, ndr) gli ha soffiato mesi fa. Nella sfida per la leadership è pronto ad inserirsi anche Alessandro Di Battista, che da qualche giorno è riapparso nella scena politica italiana ed è pronto a giocarsi le sue carte in una partita che sicuramente sarà senza esclusione di colpi.

Siciliano. Laureato in Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli. Sono attualmente uno studente magistrale di Governo e Politiche. Sono cresciuto a pane e polemica.

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