Com’è fatto il Partito della Rifondazione Comunista

rifondazione comunista

Il Partito della Rifondazione Comunista nasce nel 1991 in contrarietà alla svolta stabilita dall’ultimo Congresso del Partito Comunista, il XX. Già al XIX Congresso, l’anno prima, erano state presentate tre alternative mozioni: quella dell’allora segretario comunista Achille Occhetto, “per il Partito Democratico della Sinistra”, quella di Natta-Ingrao e infine quella di Armando Cossutta, “per la Rifondazione comunista”.

A prevalere è la mozione Occhetto. Il XX Congresso del Partito Comunista, a Rimini, sancisce definitivamente il nuovo corso della sinistra italiana. Dal PCI nasce il Partito Democratico della Sinistra (PDS). Cossutta e altri, in disaccordo con la linea prevalsa al Congresso, abbandonano il partito e fondano, nel dicembre del 1991, il Partito della Rifondazione Comunista (PRC). Sergio Garavini viene nominato primo segretario. Il I Congresso del Partito crea anche la figura del Presidente: è Cossutta a ricoprire tale carica. Garavini e Cossutta arrivano ben presto ai ferri corti: nuovo segretario è Fausto Bertinotti, sindacalista di lungo corso che ha da poco abbandonato polemicamente il PDS quando nel 1994 Cossutta lo chiama alla segreteria del PRC.

Alle prime elezioni politiche il PRC ottiene un discreto successo, circa il 6%. Numeri che conferma grossomodo fino alle elezioni politiche del 2006, eleggendo nelle varie tornate elettorali un discreto numero di senatori e di deputati (nonché di eurodeputati). Il Partito appoggia esternamente il Governo Prodi I, che poi sfiducia nel 1998. Partecipa con Ministri e Sottosegretari al Governo Prodi II e nel 2006 porta alla presidenza della Camera dei deputati Fausto Bertinotti, che si dimette da segretario.

Armando Cossutta e Fausto Bertinotti

Dal 2008 il PRC non entra più in parlamento e gradualmente si riduce il suo peso politico, complici anche una serie di scissioni. Anche il numero degli iscritti subisce un calo notevole: 93.196 nel 2006, 10.000 nel 2019.

Attualmente il PRC, all’opposizione extraparlamentare prima del Governo Conte II e ora del Governo Draghi, ha aperto alla possibilità di far politica anche non presentando direttamente il proprio simbolo alle elezioni.

Lo Statuto del Partito e l’attività congressuale

Nel novembre del 2020 avrebbe dovuto tenersi l’XI Congresso del PRC. Tuttavia, l’emergenza pandemica da Coronavirus ha reso impossibile l’avvio dei lavori congressuali, slittati quindi al 2021.

L’ultimo Congresso che si è tenuto, il X, è stato nel 2017 a Spoleto. Il Congresso precedente, il IX a Perugia, ha invece approvato nel 2013 la versione attuale dello Statuto del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

Si legge nel Preambolo dello Statuto: il PRC è la “libera organizzazione politica della classe operaia, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne e degli uomini, dei giovani, degli intellettuali, delle precarie e dei precari, delle disoccupate e dei disoccupati dei cittadini tutti, che si uniscono per concorrere alla trasformazione della società capitalista al fine di realizzare la liberazione delle donne e degli uomini attraverso la costituzione di una società comunista”.

Il Congresso Nazionale è costituito dai delegati eletti dai congressi di federazione proporzionalmente al numero degli iscritti e di regola è riunito ogni tre anni,. Tra i principali compiti vi è quello di esaminare le proposte statutarie e decidere su di esse a maggioranza degli aventi diritto. Il Congresso elegge anche il Comitato Politico Nazionale e il Collegio Nazionale di Garanzia.

Il Comitato Politico Nazionale (CPN) e il Segretario 

Il Comitato Politico Nazionale, eletto dal Congresso Nazionale, detta la direzione politica del partito nell’intervallo tra due congressi. È il massimo organismo del Partito: determina gli indirizzi fondamentali e gli obiettivi dell’attività complessiva del Partito, ne verifica l’attuazione e ne risponde collegialmente al Congresso Nazionale. È attualmente costituito da circa 150 membri.

Il congresso del 2017 “C’è bisogno di rivoluzione” e il Comitato Politico Nazionale hanno eletto l’attuale Segretario e dato l’attuale conformazione dirigenziale al partito. Segretario è il pescarese Maurizio Acerbo. Acerbo, già deputato dal 2006 al 2008, è il quinto segretario del PRC; ha sostituito Paolo Ferrero, il quale aveva guidato il Partito dal 2008 al 2017.

Acerbo è stato eletto dal Comitato Politico Nazionale del Partito con 79 voti su 137 (45 i contrari, 13 gli astenuti).

L’elezione del segretario avviene a scrutinio segreto. La seduta di votazione è considerata valida quando vi partecipa la maggioranza degli aventi diritto. Risulta eletto il candidato che ottiene più voti. Il segretario non può svolgere più di tre mandati congressuali interi consecutivi, rappresenta il partito e presiede i vari lavori.

La Segreteria nazionale

La Segreteria Nazionale è il principale organo esecutivo del partito. Ne fanno parte dieci membri, tra gli altri il Segretario Nazionale, il Tesoriere e il Responsabile organizzazione

Attualmente la Segreteria risulta così composta: Maurizio Acerbo (Segretario), Vito Meloni (Tesoriere), Rosa Rinaldi (Responsabile organizzazione), Loredana Fraleone, Stefano Galieni, Tonia Guerra, Elena Mazzoni, Dimitri Palagi, Antonello Patta.

La Direzione Nazionale e il Collegio Nazionale Garanzia

La Direzione Nazionale opera su mandato del Comitato Politico Nazionale e a esso risponde. E’ composta attualmente da circa 40 membri. In conformità agli orientamenti fissati dal Comitato Politico Nazionale, la Direzione Nazionale “provvede – da Statuto – ad esaminare le problematiche inerenti la vita del Partito e delle sue relazioni esterne, discute gli orientamenti politici, esprime il parere sulla composizione delle liste per il Parlamento italiano e quello europeo, sulla proposta di indicazione per i capigruppo al Parlamento italiano ed europeo, discute e approva, in seduta allargata ai segretari e ai tesorieri dei comitati regionali, il bilancio preventivo e il rendiconto del partito.”

Il Collegio Nazionale di Garanzia (CNG) “assume come fine della propria attività la prevenzione dei conflitti interni di natura comportamentale e interpretativa delle norme statutarie nonché l’estensione ed il rafforzamento della cultura e della legalità statutaria nel Partito quale presupposto di garanzia per tutti gli iscritti di una reale democrazia interna. Il CNG procede all’esame dei bilanci e dei conti consuntivi a livello nazionale, mediante il Collegio dei revisori dei conti, eletto al proprio interno e composto da tre componenti.”

Organizzazione territoriale

Il Partito si articola a livello territoriale in circoli, federazioni e comitati regionali.

Il circolo è “l’istanza fondamentale del Partito”. Può essere territoriale, di lavoro, di studio, tematico. Organo fondamentale del circolo è l’Assemblea degli iscritti. Il circolo è diretto da un Comitato Direttivo e da un Segretario.

La federazione è di norma costituita su base provinciale, laddove in una stessa provincia insistano più circoli.

Nelle regioni con più federazione provinciali si può procedere alla formazione di un comitato regionale eletto da un Congresso regionale, rappresentativo delle Federazioni provinciali e dei Circoli.

Giovanili e forum permanenti

Il PRF ha una organizzazione giovanile: Giovani Comuniste e Comunisti, ne fanno parte tutte le iscritte e gli iscritti del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea che non abbiano ancora compiuto 30 anni e che, volontariamente, aderiscano al partito mediante la tessera dei giovani comunisti. I coordinatori della giovanile del Partito partecipano, come invitati permanenti, ai lavori della Segreteria nazionale. Attualmente coordinatore e portavoce nazionale è Andrea Ferroni.

Il Partito ha, da Statuto, dei forum permanenti, che si occupano di varie tematiche: tra questi il Forum permanente delle donne (sede di elaborazione e costruzione della politica di genere), la Conferenza delle lavoratrici e dei lavoratici, la Conferenza sulle politiche migratorie, la Conferenza nazionale delle donne comuniste e la Conferenza Nazionale degli uomini comunisti

I simboli del partito

Come da art. 77 dello Statuto la bandiera del partito “è rossa e reca, in colore oro, la stella, la falce ed il martello. Un nastro con i colori nazionali è legato all’asta della bandiera. Il simbolo del partito è così descritto: «due cerchi eccentrici e tangenti internamente sulla destra. Il più grande a fondo rosso, in secondo piano, riporta nella porzione di cerchio visibile a sinistra, la scritta in bianco Sinistra Europea. Il secondo cerchio, in primo piano, è più piccolo e interno al primo, con fondo bianco e riporta: falce, martello e stella gialli sopra una bandiera rossa distesa ed inclinata a sinistra sormontato dalla scritta in nero Rifondazione, nella parte inferiore compare la scritta in nero Partito Comunista. Le due scritte sono separate da due settori circolari verde a sinistra e rosso a destra che, con il fondo bianco, compongono i colori della bandiera nazionale”.

Gli inni del partito sono: l’Internazionale, Bandiera Rossa, l’Inno dei lavoratori.

Nato ad Acri, studente di Giurisprudenza a Verona.

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