E se fosse ancora Angela? Merkel e la possibilità di un quinto mandato

epa07019110 German chancellor Angela Merkel speaks during a meeting with Lithuanian president Dalia Grybauskaite (not pictured) in Vilnius, Lithuania, 14 September 2018. German chancellor Angela Merkel is on an one day visit to Lithuania.  EPA/TOMS KALNINS

In Germania le voci si fanno sempre più insistenti: l’atteso successore di Angela Merkel dopo 15 anni alla guida del governo potrebbe essere…Angela Merkel. La cancelliera, che ha annunciato oltre un anno fa le sue dimissioni da leader della CDU e la volontà di ritirarsi dalla politica alla fine del suo mandato nell’autunno 2021, sta infatti vivendo un periodo di altissima popolarità: i sondaggi stimano che il suo operato sia apprezzato da oltre il 70% dei tedeschi, con qualcuno che si spinge oltre l’80%.

La sua gestione dell’epidemia da Covid-19 è stata un oggettivo successo. Sebbene sia il Paese più popoloso d’Europa, in Germania risultano “solamente” 8mila morti, oltre 150mila guariti e appena 15mila casi attivi. Inoltre, le robuste misure economiche prese dal governo in difesa di aziende e cittadini, fanno sì che Berlino potrà reggere l’impatto dell’emergenza sulla propria economia meglio di altri Paesi. Certamente l’economia e la sanità tedesca partivano da basi decisamente solide, ma Merkel è stata apprezzata anche per una comunicazione chiara, essenziale, per nulla retorica. Le doti di competenza (la cancelliera ha un dottorato in chimica quantistica), pragmatismo e compostezza, che anche i suoi avversari le hanno sempre riconosciuto, si sono riscoperte adatte per guidare la Repubblica Federale nel momento più difficile della sua storia.

Al momento delle dimissioni da leader della CDU, Merkel aveva indicato Annegret Kramp- Karrenbauer (giornalisticamente nota come AKK) come sua succeditrice. AKK raggiunse faticosamente la nomination del partito superando il più conservatore Friedrich Merz con il 52%. Tuttavia, la sua leadership non si è mai riuscita ad affermare e AKK si è dimessa lo scorso febbraio dopo che i membri della CDU della Turingia si erano dichiarati pronti a guidare la regione con la destra dell’AfD, circostanza evitata solo dall’intervento di Merkel. L’esplosione della pandemia ha ritardato il nuovo congresso della CDU a dicembre, lasciando il partito senza punti di riferimento al di fuori della cancelliera.

Sondaggio Kantar del 7 marzo

Prima dell’emergenza, i cristiano democratici erano in costante calo nei sondaggi, che li stimavano intorno al 25%, tallonati dai Verdi. Gli ultimi sondaggi disponibili vedono invece i consensi  della CDU intorno al 38%, i Verdi ridimensionati al 18% e i socialisti, partner di Merkel al governo, fermi al 15%. Le difficoltà nella successione e l’evidente aumento di popolarità dei cristiano-democratici hanno portato influenti membri del partito come il bavarese Horst Seehofer, spesso non tenero con la cancelliera, a dichiarare in pubblico che in molti all’interno della CDU parlano ormai apertamente di chiedere a Merkel di candidarsi per un quinto mandato. 

Sondaggio Infratest dimap del 14 maggio

Alcuni commentatori si mantengono però prudenti: il successo dei partiti di governo durante i momenti di grave crisi è qualcosa di molto comune, ma le prossime elezioni sono tra oltre un anno, tempo in cui molto può cambiare. Inoltre, la 66enne Merkel non ha mai smentito la sua volontà di ritirarsi dalla politica, dunque non sarebbe nemmeno scontato che la cancelliera accettasse un’eventuale richiesta di candidatura. Nulla è dunque chiaro, ma se prima non vi era nemmeno certezza che Angela arrivasse alla fine della legislatura, ora l’ipotesi di un clamoroso quinto mandato è qualcosa di più che una speculazione giornalistica. Ancora a febbraio, l’ipotesi di una ricandidatura di Merkel era apprezzata solo dal 21% dei tedeschi. Nuovi sondaggi a riguardo al momento non ce ne sono, ma c’è da scommettere che quella percentuale vada nettamente rivista al rialzo.

Nato a Milano nel 1996, ho studiato Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all'Università di Pavia e successivamente International Relations and European Politics presso la University of Bath, in Inghilterra. Sono appassionato di politica europea, di calcio e di tennis, ambiti in cui mi piace applicare la mia malsana passione per le statistiche.

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