Elezioni parlamentari in Turkmenistan: debutto per la nuova Camera alta

Il Turkmenistan oggi al voto per le elezioni parlamentari

Oggi oltre 3 milioni di cittadini si recheranno alle urne per le elezioni parlamentari in Turkmenistan. Queste saranno le prime elezioni in Turkmenistan ad eleggere due Camere legislative. Lo scorso settembre infatti il Presidente Gurbanguly Berdymukhamedov ha modificato la Costituzione introducendo una nuova Camera alta. L’Assemblea, costituita da 125 deputati, era stata infatti finora l’unica camera del Paese. Dopo la riforma invece l’Assemblea è diventata Camera bassa, mentre la Camera alta sarà costituita da rappresentanti eletti indirettamente dagli assessori dei governi locali. La riforma è stata descritta dal governo come un passo avanti nella democratizzazione del Paese. Analisti esteri invece la criticano come un ulteriore tentativo del Presidente di interferire nei processi legislativi tramite organismi non eletti dal popolo.

Un Paese, due presidenti

Berdymukhamedov è il secondo presidente nella storia del Paese centrasiatico, in carica dalla morte del suo predecessore Niyazov nel 2006. Niyazov fu segretario del Partito Comunista turkmeno nell’Unione Sovietica dal 1985, e continuò a guidare il Paese come leader totalitario per 15 anni fino alla sua morte. Entrambi i presidenti hanno coltivato un forte culto della propria personalità, adottando rispettivamente i titoli di “Capo dei Turkmeni” e “Protettore”. Niyazov si fece immortalare in una statua dorata, che ruotava automaticamente per essere sempre rivolta verso il Sole. Berdymukhamedov, ex ministro della Sanità sotto Niyazov e appassionato di equitazione, ha recentemente fatto erigere una statua dorata di sé a cavallo.

Berdymukhamedov ha ottenuto la presidenza con un colpo di palazzo, facendo incarcerare il successore costituzionale di Niyazov dopo la morte del Presidente, e da allora si è dedicato a consolidare il suo controllo personale della repubblica centrasiatica. Serdar, unico figlio maschio di Berdymukhamedov, ha recentemente ricevuto una sequela di importanti incarichi governativi, lasciando supporre che il Presidente stia preparando una successione dinastica per la sua carica. L’ultima promozione è arrivata a Febbraio, quando Serdar Berdymukhamedov è stato nominato vice-primo ministro, membro del Consiglio di Sicurezza e moderatore della Camera di Controllo, l’organo che supervisiona le spese pubbliche.

I partiti nelle elezioni turkmene

Alle elezioni parlamentari in Turkmenistan partecipano tre partiti: il Partito Democratico, il Partito degli Industriali ed Imprenditori, il Partito Agrario e una serie di candidati indipendenti. I candidati sono eletti in seggi uninominali a maggioranza relativa (first-past-the-post). Nonostante la presenza di più partiti e apparente competizione eletorale, nessuna elezione in Turkmenistan è stata fin’ora considerata libera e democratica dagli osservatori internazionali.

Il Partito Democratico mantiene controllo totale della repubblica centrasiatica e della maggior parte delle attività produttive del Paese, concentrate nell’estrazione e lavorazione di gas naturale e petrolio. Creato come erede del Partito Comunista turkmeno durante l’Unione Sovietica, mantiene una struttura simile al proprio predecessore. L’ideologia ufficiale del partito è il “nazionalismo turkmeno”, teorizzato dall’ex Presidente e Segretario del Partito Niyazov .Il Partito Democratico al momento può contare su 55 deputati nell’Assemblea.

Il Partito degli Industriali ed Imprenditori è il primo partito di opposizione fondato nel Paese. Prima del 2010 infatti era vietato organizzare partiti di opposizione in Turkmenistan. Pur essendo formalmente all’opposizione, appoggia le decisioni del Partito Democratico e vota in linea con il governo. Nelle elezioni parlamentari del 2018 ottenne 11 seggi.

Simile è la situazione del Partito Agrario. Il partito, formalmente di opposizione, appoggia le decisioni del Presidente Berdymukhamedov. Al momento gli Agrari contano 11 seggi nell’Assemblea.

Studente alla London School of Economics e all'Università di Pechino, laureato in Politics and International Relations all'Università di Nottingham. Classe 1996, appassionato di politica economica, intelligenza artificiale e innovazione, vivo a metà fra l'Asia e l'Europa.

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