Etiopia, cresce la tensione nella regione dei Tigré

FILE PHOTO: Ethiopia's Prime Minister Abiy Ahmed speaks at a news conference at his office in Addis Ababa, Ethiopia August 1, 2019. REUTERS/Tiksa Negeri/File Photo

Venerdì 7 novembre, il Primo Ministro Abyi Ahmed ha dato avvio alle operazioni militari nella regione dei Tigré dopo che le forze militari locali hanno armato delle milizie irregolari e pianificato un attacco contro le basi militari federali presenti nella regione. Abiy ha dichiarato che l’operazione militare è necessaria per riportare “law and order” nella regione,  accusata di aver violato la costituzione e messo in pericolo l’intero sistema costituzionale.

Perché è importante la regione dei Tigré?

La regione dei Tigré è una regione a nord del paese, che dal 1991 al 2018 ha fatto parte della coalizione che ha guidato l’Etiopia. Tuttavia, da quando Abyi ha preso il potere nel 2018, i leader della regione hanno iniziato a mostrare una certa insofferenza, ritenendo di essere presi di mira nei processi per corruzione, di essere stati rimossi dalle posizioni di comando e di fare da capro espiatorio per tutte le sofferenze e i dolori che ha provato il paese negli ultimi decenni.

In particolare, le tensioni sono tornate a crescere da settembre, quando nel Tigré si sono sostenute le elezioni regionali, sfidando il Governo che aveva posticipato le elezioni nel resto del paese a causa del coronavirus. Dal canto suo, il Governo ha risposto riducendo il budget destinato alla regione, come punizione per aver sfidato le autorità centrali.

Infine, sabato 31 ottobre, il Parlamento etiope ha dichiarato illegale sia l’attuale governo che l’assemblea della regione, approvando la formazione di un governo ad interim per il Tigré, che si occuperà di far rispettare la legge, approvare il budget regionale, e facilitare il regolare svolgimento delle elezioni.

Quali scenari per il Paese e per il Corno d’Africa

Il Governo sta mobilitando truppe da tutte le diverse regioni del paese e, inviandole nel Tigré, sta al tempo stesso creando una pericolosa assenza di sicurezza in altre regioni, dove altri episodi di violenza legati alla presenza di diverse etnie sul territorio stanno prendendo piede: domenica, nell’ovest del paese, più di 50 persone sono state uccise da uomini armati di un altro gruppo etnico rivale, secondo Amnesty International.

Quello che preoccupa maggiormente gli esperti adesso è che uno scontro tra i due eserciti possa avere ripercussioni molto gravi sull’intero paese e anche sul Corno d’Africa, regione altamente strategica quanto instabile. Una guerra civile in Etiopia potrebbe, infatti, destabilizzare i paesi confinanti, come Gibuti, Sudan, e Somalia.

Laureando in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e delle Organizzazioni Internazionali presso l'Università Bocconi. I miei interessi sono l'economia, la geopolitica, e le relazioni internazionali.

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