Eurobarometro – La fiducia nell’UE raggiunge il picco più alto dal 2008

Eurobarometro e fiducia UE

L’analisi, che è stata realizzata sentendo 27.409 cittadini degli Stati membri, indica che “è cresciuta la preoccupazione per lo stato attuale delle economie nazionali. Il 69% degli europei ritiene che attualmente la situazione sia negativa, mentre il 61% teme che l’economia del proprio Paese si riprenderà dagli effetti della pandemia ‘nel 2023 o successivamente‘”.
Tra le sfide più urgenti che riflettono l’Eurobarometro emergono, tra le altre: istruzione (35%), pace e sicurezza (32%), crescita economica e occupazione (29%), acqua e strutture igienico-sanitarie (27%), democrazia e diritti umani (26%), sicurezza alimentare e agricoltura (26%).

Quadro istituzionale

Piccolo cambio di rotta per ciò che riguarda la fiducia nei governi nazionali (36%) e nei parlamenti nazionali (35%), sebbene rimangano entrambi ad un livello superiore di quello raggiunto nell’autunno 2019.
In generale, la maggioranza degli intervistati in 20 Stati membri afferma di aver fiducia nell’U.E.: Portogallo (78%) e Irlanda (74%) registrano i livelli più alti.
Cresce anche l’immagine positiva dell’U.E. (46%, +6), mentre meno persone esprimono la loro neutralità (38%, -2) e la loro negatività (15%, -4) rispetto all’estate 2020.

Principali preoccupazioni

Quasi quattro cittadini su dieci considerano la salute l’attuale questione di prim’ordine dell’agenda europea. Il 38% degli intervistati si dimostra unanime, facendo registrare un netto aumento (+16%) rispetto all’estate 2020. La situazione economica viene declassata al secondo posto non registrando variazioni nel periodo considerato (35%). Lo stato delle finanze pubbliche degli Stati membri si colloca invece in terza posizione (21%, -2). Seguono l’ambiente e il cambiamento climatico (20%, invariato), l’immigrazione (18%, -5) che per la prima volta dal 2014 scende dal podio delle principali preoccupazioni, e la disoccupazione (15%, -2).

Quadro economico e monetario

La percezione dell’economia nazionale continua il suo pessimistico e tendenziale deperimento.
Il 29% dei cittadini si dice positivo denotando una “buona” situazione (-5% rispetto all’estate 2020, -18% autunno 2019). Percezioni positive che variano di gran lunga tra i vari Stati membri (86% in Lussemburgo e 7% in Italia).
Si registra un sostanzioso aumento nella percentuale di europei che considerano questa situazione “cattiva” (69%, +5).
Il quadro monetario si attesta su livelli molto alti: il 79% (+4) dei cittadini si dice favorevole all’euro, con cifre che vanno dal 95% in Portogallo al 70% in Francia e Austria.
Complessivamente, sette europei su dieci sostengono l’euro (70%, +3), il livello più alto mai registrato.

Campagna vaccinale anti Covid-19

Il 45% dei cittadini si dice propenso a vaccinarsi il prima possibile e il 20% vorrebbe farlo entro il 2021. Il 21% invece preferirebbe farsi vaccinare più tardi. Solo il 12% afferma che non si farebbe mai vaccinare e il 2% che “non lo sa”.
In 21 dei 27 paesi membri, la maggioranza degli intervistati vorrebbe vaccinarsi il prima possibile o è già stata vaccinata, guidati da Irlanda (74%), Danimarca (73%) e Svezia (71%). Al contempo, meno di un intervistato su cinque intende vaccinarsi il prima possibile in Bulgaria (19%) e Cipro (16%).

Classe 1997. Laureato in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei all'Università degli studi di Bari, attualmente frequento una LM in Investigazione, Criminalità e Sicurezza Internazionale presso la UNINT di Roma.
Da sempre interessato alle dinamiche politiche, nutro forte interesse verso argomenti quali Immigrazione, Democrazia e Diritti Umani.

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