Gli Stati Uniti forniranno dosi di vaccino AstraZeneca a Canada e Messico

Esportazioni di vaccini USA a Messico E Canada

Mentre la campagna vaccinale prospera negli USA, che si proiettano ben oltre l’obiettivo di Biden delle 100 milioni di dosi inoculate in 100 giorni, i principali Paesi vicini arrancano. Per questo motivo l’amministrazione Biden invierà quattro milioni di dosi di vaccino AstraZeneca a Canada e Messico.

La situazione in Canada e Messico

Il Canada ha somministrato appena 4 milioni di dosi per una popolazione di 38 milioni di abitanti. Il Messico è fermo a 6 milioni di dosi su una popolazione di 126 milioni di abitanti. Pesa anche la scelta di effettuare le vaccinazioni prevalentemente nelle aree rurali.

In Canada sono principalmente le carenze organizzative a rallentare la vaccinazione di massa. In Messico la scarsità di dosi disponibili si accompagna a una gestione confusa del programma di vaccinazioni, in mancanza di un’unica autorità esecutiva deputata alla sua implementazione.

Questa situazione è apparsa idonea all’amministrazione Biden per iniziare una campagna di diplomazia vaccinale, laddove finora gli USA si sono concentrati principalmente sulle proprie vaccinazioni. Gli stessi Stati Uniti, infatti, detengono milioni di dose inutilizzate del vaccino di Oxford AstraZeneca, non ancora approvato dalla Federal Drug Administration ma ammesso invece nei Paesi confinanti. Da qui la decisione di inviare le dosi di vaccino AstraZeneca a Canada e Messico.

Gli USA hanno quindi deciso di iniziare le proprie esportazioni fornendo 2.5 milioni di dosi al Messico e 1.5 al Canada. Gli accordi appaiono più come prestiti che concessioni gratuite, comunque, in quanto gli Stati riceventi si impegnano a restituire lo stesso numero di dosi in un secondo momento.

Le ragioni politiche

Innanzitutto, bisogna considerare che, con il pericolo che future varianti possano resistere ai vaccini, gli USA hanno tutto l’interesse a limitare la circolazione del virus nei Paesi vicini. È chiaro che con Canada e Messico gli scambi commerciali e la circolazione di individui per ragioni di lavoro sono particolarmente intensi.

Per quanto riguarda il Messico, inoltre, l’annuncio di questi accordi è coinciso con una distensione dei rapporti con gli Stati Uniti in materia di immigrazione. In segno di discontinuità con la precedente amministrazione, Biden ha interrotto la costruzione del noto muro al confine e proposto riforme in materia di cittadinanza. In continuità con l’amministrazione Trump, però, Biden starebbe anche facendo affidamento sullo stesso Messico per trattenere i migranti. Nell’incontro con Lopez, il presidente messicano avrebbe apertamente richiesto a Biden di condividere il surplus dei vaccini degli USA. Pseki ha smentito, ma gli analisti sono convinti che i vaccini stiano giocando un ruolo chiave nella partita sui migranti.

Studente presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli. Mi interesso particolarmente di attualità e politica, interpretata con occhio giuridico, specialmente costituzionalistico.

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