Google: i lavoratori formano il primo sindacato

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Lunedì 4 gennaio 2021, i lavoratori di Google si sono uniti per dare vita al primo sindacato interno all’azienda.

Sono in più di 200 i dipendenti che hanno formato il sindacato di Google, il primo gruppo di un’azienda tecnologica in crescita continua. Il neo-sindacato è composto dai dipendenti di Google e della sua casa madre, Alphabet.

Alphabet Workers Union, nome dell’organizzazione, ha come scopo quello di garantire che i dipendenti lavorino con un salario equo, senza timore di abusi, ritorsioni o discriminazioni. Diretto da Parul Koul e Chewy Shaw, presidente e vicepresidente esecutivo, l’Alphabet Workers Union è affiliato al Communications Workers of America. Il C.W.A. è il sindacato che rappresenta i lavoratori delle telecomunicazioni e dei media negli Stati Uniti e in Canada.

I leader del sindacato hanno dichiarato al New York Times “Vogliamo che Alphabet sia un’azienda in cui i lavoratori abbiano voce in capitolo nelle decisioni che riguardano noi e le società in cui viviamo”.

 

La struttura

A differenza di un sindacato tradizionale, che richiede che un datore di lavoro si presenti al tavolo delle trattative per concordare un contratto, l’Alphabet Workers Union è un sindacato di minoranza che rappresenta una frazione degli oltre 260.000 dipendenti e appaltatori a tempo pieno dell’azienda.

I sindacati tradizionali di solito iscrivono la maggioranza della forza lavoro e presentano una petizione ad un consiglio di lavoro statale o federale, come il National Labor Relations Board, per tenere un’elezione. Se vincono il voto, possono contrattare con il loro datore di lavoro su un contratto. Al contrario, un sindacato di minoranza permette ai dipendenti di organizzarsi senza prima ottenere un voto formale della N.L.R.B.

La struttura dà al sindacato il permesso di includere tutti i lavoratori statunitensi e canadesi della società madre di Google, compresi i dipendenti a tempo pieno, i lavoratori temporanei, i fornitori e gli altri appaltatori. Questi dipendenti non ufficiali costituiscono un’enorme forza lavoro “ombra” di Google, che supera di circa 135.000-115.000 unità i dipendenti diretti di Google. Se si fosse formato un sindacato tradizionale, questi lavoratori sarebbero stati esclusi.

Coloro che scelgono di diventare membri contribuiranno con l’1% del loro compenso totale al fine di finanziare il sindacato.

Gli esperti del lavoro hanno detto che, anche se non sarà in grado di negoziare un contratto, l’Alphabet Workers Union può usare altre tattiche per fare pressione su Google affinché cambi le sue politiche. I sindacati delle minoranze spesso si rivolgono a campagne di pressione pubblica e fanno pressione sugli organi legislativi o normativi per influenzare i datori di lavoro.

Utilizzeremo ogni strumento possibile per usare la nostra azione collettiva per proteggere le persone che pensiamo siano discriminate o oggetto di ritorsioni”, ha detto Shaw.

 

Perché nasce il sindacato all’interno di Google?

L’annuncio della creazione di questa organizzazione è arrivato in seguito ad anni di attivismo e proteste interne. Questo è il segno più evidente di quanto l’attivismo dei dipendenti abbia travolto la Silicon Valley negli ultimi anni.

Mentre in passato gli ingegneri del software e i lavoratori del settore tecnologico hanno mantenuto il silenzio su questioni sociali e politiche, i dipendenti di Amazon e altri si sono fatti sentire su questioni come la diversità, la discriminazione salariale e le molestie sessuali. Quello che è quasi certo, è che la creazione di questo sindacato probabilmente aumenterà le tensioni con i vertici della dirigenza.

 

La storia

Nel 2018, i lavoratori hanno creato un’importante campagna nei campus di Google a livello globale per la presunta cattiva gestione delle accuse di molestie sessuali. Sempre quell’anno, furono scritte lettere pubbliche in cui denunciava il ruolo dell’azienda nella costruzione di un motore di ricerca censurato in Cina, progetto poi abbandonato.

Nel 2019, i dipendenti di Google hanno scritto una lettera pubblica all’azienda invitandola a ridurre tutte le emissioni di gas serra entro il 2030. I lavoratori hanno anche firmato una petizione che condannava un contratto di cloud computing. Si trattava di un contratto che Google aveva con la dogana e la protezione delle frontiere degli Stati Uniti. Questo era utilizzato dall’agenzia nella separazione delle famiglie di immigrati alla frontiera. Anche il trattamento dei lavoratori temporanei e a contratto presso Google è stato un punto di riferimento per i dipendenti. Centinaia di dipendenti hanno firmato una lettera di solidarietà con questi lavoratori nel 2019.

E nel dicembre 2020, i lavoratori hanno chiesto delle scuse a Google dopo il licenziamento della Dott.sa Timnit Gebru, ricercatrice e co-leader del team di etica per l’intelligenza artificiale di Google. Il licenziamento è seguito alla firma di un articolo che metteva in guardia dallo sviluppo di modelli intelligenti di elaborazione del linguaggio.

Alex Gorowara, membro del sindacato, ha detto “Abbiamo visto Google perdere la sua etica. Allo stesso tempo è diventato più ostile alle persone che cercano di comportarsi in modo etico. Abbiamo visto ritorsioni, abbiamo visto carriere deragliate”.

In una dichiarazione, la direttrice delle risorse umane di Google, ha detto che l’azienda ha “sempre lavorato duramente per creare un luogo di lavoro gratificante per i suoi dipendenti”.

 

Quali sono i valori del sindacato all’interno di Google?

Per concludere, è possibile individuare i valori cardine che Alphabet ha identificato, i quali hanno lo scopo di governare l’attività stessa del sindacato.

Innanzitutto, viene stabilito che tutti i lavoratori di Alphabet hanno una voce, essendo un’organizzazione aperta a tutti i membri della società. In secondo luogo, si pone come obiettivo quello della giustizia sociale ed economica. In seguito, è stato ribadito come tutti debbano avere il diritto di lavorare in un ambiente accogliente. All’interno del quale non ci siano discriminazioni di nessun genere. Infine, tutte le decisioni devono essere prese democraticamente, ascoltando i lavoratori.

Nata nel 1995. Dopo essermi laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, mi sono laureata in Studi europei presso l'Università di Padova.
Sono interessata alla storia, alla politica, alle relazioni internazionali ed europee.

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