Laos, rischio default per il piccolo paese asiatico

Laos dam

Il Laos è a crescente rischio di default sul proprio debito pubblico. Gli effetti della pandemia di Covid-19 sull’economia mondiale e ingenti indebitamenti per grandi opere infrastrutturali hanno affossato l’economia del piccolo e povero paese asiatico.
Un potenziale default della Repubblica Popolare Democratica del Laos si aggiungerebbe ad altri tre già avvenuti quest’anno in Argentina, Ecuador e Libano.

Le riserve di valuta straniera del Laos già a Giugno ammontavano a soli 864 milioni di dollari. Un quantitativo pericolosamente basso, poiché il Laos dovrà ripagare circa 1 miliardo di dollari di debito estero all’anno da qui al 2024. Moody’s Investor Services, l’agenzia di rating americana, ha ridotto la valutazione dei titoli sovrani laotiani da B3 a Caa2, considerabili come titoli “spazzatura”. Simile correzione da parte di Fitch, che ha portato il suo rating a B- e indicato aspettative “negative” sulla situazione laotiana.

Il Laos, come i suoi vicini nel sud-est asiatico, è stato poco colpito dalla pandemia di quest’anno. Il paese ha registrato in totale zero morti e solo 22 casi di COVID-19. La pandemia ha però quasi azzerato turismo e rimesse da parte dei laotiani all’estero, tagliando la principale fonte di introiti in valuta straniera della piccola Repubblica Popolare.

GRANDI DEBITI PER GRANDI OPERE

La montagna di debiti pubblici, ora insostenibile, è cresciuta negli ultimi anni per finanziare grandi opere infrastrutturali nel paese asiatico. A pesare in particolare sono stati i progetti di realizzare 12 dighe e centrali idroelettriche nel solo 2019 e una linea ferroviaria ad alta velocità di collegamento con la Cina. Il piano del governo laotiano è infatti quello di trasformare il piccolo paese nella “batteria del sud-est asiatico”, sfruttando la risorsa idrica del fiume Mekong. I progetti sono stati però finanziati principalmente contraendo debito estero, in particolare con la Cina. Pechino è infatti interessata a rafforzare i legami fra la provincia dello Yunnan e il Laos, vicino meridionale ricco di opportunità di investimento, mentre il Laos ha bisogno di trovare mercati esteri per esportare la propria produzione di energia elettrica. La Cina è il primo investitore straniero in Laos, con un totale di oltre 10 miliardi di dollari investiti in progetti energetici, di trasporto e una zona economica speciale al confine.

GLI ACCORDI CON LA CINA

Per tentare di evitare il default il Laos ha già ceduto parte della propria azienda elettrica statale, Électricité du Laos (EdL), alla China Southern Power Grid Corporation, azienda elettrica statale della Cina meridionale. L’accordo, volto a sanare i debiti ormai insostenibili della EdL, rende ora China Southern Power Grid Corp. azionista di maggioranza della società laotiana. Questo accordo però risolve solo una minima parte del problema del debito laotiano. Il Laos è in ritardo sui pagamenti a molteplici aziende cinesi impegnate in progetti nel paese, ed entro fine autunno dovrà ripagare 1.2 miliardi di dollari di prestiti a banche commerciali e titoli di stato in scadenza che ha emesso in Thailandia. Pur avendo diritto a fare domanda per assistenza finanziara da parte del Fondo Monetario Internazionale, il governo di Vientiane ha preferito evitare fin’ora questa opzione che comporta condizioni stringenti. Il Laos sta invece negoziando direttamente con la Cina, principale creditore del paese. La Cina e aziende cinesi infatti detengono la maggior parte del debito pubblico laotiano, equivalente a 46% del PIL del paese del sud-est asiatico. L’intero debito pubblico del Laos, 59% del PIL nel 2019, raggiungerà un valore equivalente a 68% del PIL nel 2020.

Studente alla London School of Economics e all'Università di Pechino, laureato in Politics and International Relations all'Università di Nottingham. Classe 1996, appassionato di politica economica, intelligenza artificiale e innovazione, vivo a metà fra l'Asia e l'Europa.

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