Malawi, Presidente si ricandida per le prossime elezioni

Malawi’s President elect Arthur Peter Mutharika (C), who was sworn in two days prior, waves at supporters as he leaves Kamuzu Stadium in Blantyre,  May 31, 2019, after his inauguration following his re-election in the country's May 21, 2019, Tripartite Elections. - Malawi's opposition leader on May 31 rejected the result of last week's presidential election, saying he had launched a court battle to have the vote annulled on the grounds of fraud. The opposition leader lost the election by just 159,000 votes to incumbent Peter Mutharika, who was hurriedly sworn into office the day after the delayed result was issued on May 27. (Photo by AMOS GUMULIRA / AFP)

Peter Mutharika correrà nuovamente per le elezioni presidenziali del Malawi che si terranno il prossimo 2 luglio, dopo che la Corte Suprema del Paese ha annullato la sua elezione del 2019 a causa di irregolarità nel voto.

 

Le elezioni del 2019

Mutharika, avvocato ed esponente del Partito Democratico Progressista (liberale), è stato eletto per la prima volta nel 2014, succedendo al fratello Bingu wa Mutharika. Le elezioni si sono tenute inizialmente a maggio 2019 e sono state vinte di misura da Mutharika, che è arrivato primo con il 38% dei voti (mentre il suo principale sfidante, Lazarus Chakwera (del Partito del Congresso del Malawi, centro-destra) arrivò secondo con il 35% dei voti.

 

Le elezioni furono accompagnate da moltissime irregolarità (in particolare, molte schede furono corrette alterando il voto). I brogli causarono moltissime proteste in tutto il Paese, e a Febbraio la Corte Costituzionale ha deciso di invalidare la ri-elezione di Mutharika, considerando i brogli e il fatto che nessun candidato avesse ottenuto una maggioranza sufficiente per rendere i risultati incontestabili. La decisione della Corte Costituzionale è considerata storica, poiché per la prima volta nella storia del Malawi (e per la seconda nella storia dell’intero continente africano, dopo le elezioni presidenziali keniote del 2017) dei giudici hanno annullato un’intera tornata elettorale.

 

Mutharika e la Commissione Elettorale non hanno però riconosciuto la decisione della Corte Costituzionale, facendo ricorso alla Corte Suprema, che in una sentenza dell’8 maggio ha concordato con la decisione di annullare le elezioni.

 

Mutharika si ricandida per le nuove elezioni

La nuova tornata elettorale si terrà il 2 luglio, e Mutharika ha annunciato che correrà nuovamente. In un’intervista, il presidente ha dichiarato di aver vinto le elezioni del 2019 e che la decisione di rifarle “non rappresenta la volontà popolare“. Lo scenario politico non sembra essere cambiato particolarmente: Mutharika correrà sempre per il DPP ma con un nuovo candidato alla vicepresidenza, Atupele Muluzi, figlio dell’ex presidente Makili Muluzi, al potere negli anni ’90. Anche i candidati dell’opposizione Lazarus Chakwera e Saulos Chilima (del Movimento Unito per la Trasformazione, centro-destra) correranno nuovamente.

 

La legge elettorale

Fino al 2019, la legge elettorale per le presidenziali prevedeva un turno unico in cui chi avesse ottenuto più voti sarebbe risultato come il vincitore, senza dover raggiungere il 50% dei voti per essere eletto. Questo sistema ha funzionato senza grandi problemi fino al 2014, poiché il sistema politico del Malawi era essenzialmente bipolare. Le elezioni del 2014 invece hanno segnato un passaggio ad un sistema tripolare, ed in entrambe nessun candidato raggiunse il 50% dei voti. Nella sentenza di Febbraio, la Corte Costituzionale ha deciso per l’incostituzionalità della legge elettorale, richiedendo che un candidato, per essere eletto vincitore, dovesse necessariamente ottenere la maggioranza assoluta dei voti. Nonostante il presidente Mutharika abbia contestato la decisione e non abbia firmato l’emendamento alla legge elettorale per introdurre un ballottaggio, anche questa misura è stata confermata dalla Corte Suprema, ed è di fatto in vigore per le elezioni di luglio.

 

Studente di Relazioni Internazionali tra Italia e Belgio, appassionato di Africa e Medio Oriente, di geopolitica e di sviluppo, ma la politica americana è la mia guilty pleasure.

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