USA2020, la panoramica generale sul Senato

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Siamo alle ore finali di questa campagna elettorale. Oltre alla interessantissima sfida presidenziale fra Donald Trump e Joe Biden, sono gli ultimi istanti anche dalla battaglia per il controllo del Senato.

Uno scontro forse anche più importante di chi vincerà la Presidenza dato che la Camera Alta, a conti fatti, ha un potere di “check and balance” fortissimo ed è in grado di influenzare molto di quello che un Presidente può o non può fare. Pensate solo al fatto che ogni nomina federale del Presidente, dai Segretari ai Giudici, deve essere approvata dal Senato.

Mai come quest’anno la competizione è aperta: i repubblicani partono da una posizione di vantaggio, controllando 53 seggi contro i 47 dei democratici. Ricordiamo però che solo un terzo del Senato viene rieletto ogni due anni, essendo il mandato dei Senatori rinnovato ogni sei anni.

Dei 35 seggi che sono in palio quest’anno stimiamo che ben 15 siano competitivi, un numero record. Di questi 35 seggi, 23 sono attualmente controllati dai repubblicani e 12 dai democratici. È quindi evidente come i repubblicani debbano giocare sulla difensiva.

Ma partiamo col dire quali sono i seggi NON COMPETITIVI.

I repubblicani sono assoluti favoriti in Arkansas (dove i democratici non schierano nemmeno un candidato), Idaho, Louisiana (che però si deciderà probabilmente a Gennaio), Mississippi, Nebraska, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, West Virginia e Wyoming.

I democratici sono invece pressochè sicuri di mantenere i seggi di Delaware, Illinois, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, Oregon, Rhode Island e Virginia.

Questo garantirebbe nei fatti 44 seggi ai democratici e 39 ai repubblicani.

Analizziamo ora i restanti seggi dividendoli in probabilità di essere conquistati dal partito repubblicano, per mantenere la propria maggioranza.

Likely Republican

Alabama (D -> R)

Il Senatore uscente Doug Jones (Dem) è stato eletto in questo seggio fortemente conservatore in una “special election” durante l’anno 2017. In quell’anno correva contro un candidato molto impopolare, l’ex giudice Roy Moore ed è riuscito, in questo modo, a conquistare il seggio che fu di Jeff Sessions. Per quanto Doug Jones sia un senatore abbastanza popolare e stia conducendo una campagna elettorale apprezzata da molti, sembra pressochè impossibile che possa ribaltare la tendenza conservatrice che domina in Alabama, perlopiù in un anno dove si svolgono anche le elezioni Presidenziali e dove corre contro il popolare ex coach di football dell’Università dell’Alabama Tommy Tuberville.

Kentucky (R Hold)

Qualche mese fa, per un breve momento, i democratici avevano pensato di poter potenzialmente conquistare il seggio del capogruppo Repubblicano Mitch McConnell grazie ad una candidata popolare come Amy McGrath. Questa speranza però si è rivelata ben presto per loro un sogno più che una realtà. Mitch McConnell sarà facilmente rieletto in questo stato fortemente conservatore e guiderà ancora il partito alla Camera Alta, da leader di maggioranza o minoranza.

Texas (R Hold)

Il seggio del Texas è nelle saldi mani di John Cornyn, numero due dei repubblicani al Senato e Senatore dal 2002. Per quanto il Texas sembri molto competitivo quest’anno a livello Presidenziale, Cornyn è più popolare di Trump nello stato e dovrebbe riuscire a confermarsi per un quarto mandato, anche contro una candidata popolare come MJ Hegar, democratica, veterana della Air Force.

D 44 – R 42

Lean Republican

Alaska (R Hold)

L’Alaska è uno stato fortemente conservatore, ma di un conservatorismo più moderato rispetto a quello del Presidente Donald Trump. Il Senatore Dan Sullivan, alla fine del primo mandato, si è legato strettamente alla agenda politica del Presidente ed è anche questo che fa ben sperare i democratici, che sostengono ufficialmente la candidatura del medico indipendente Al Gross. Gross sembra molto competitivo ma sembra difficile che possa superare l’ostacolo rappresentato dalla forte tendenza repubblicana dell’Alaska. Sicuramente è una sfida da tenere d’occhio attentamente ma, alla fine, pensiamo che Sullivan ne uscirà vincitore, anche se di poco.

Kansas (R Hold)

Il Kansas è uno stato ancora più conservatore dell’Alaska ma anche qui, sorprendentemente, i repubblicani si trovano sulla difensiva. Quando lo storico Senatore conservatore Pat Roberts ha annunciato il suo ritiro, il candidato conservatore Kobach ha subito annunciato di volerlo rimpiazzare. Kobach è una figura polarizzante e molto impopolare in Kansas, avendo già perso (sempre a sorpresa) l’elezione a Governatore contro la democratica Laura Kelly. Mitch McConnell è riuscito però a convincere il deputato conservatore Roger Marshall a sfidare Kobach, che ha battuto nelle primarie. Marshall dovrebbe essere il favorito in questo stato conservatore ma i democratici affermano di sentire grande entusiasmo attorno alla loro candidata Barbara Bollier.  I sondaggi vedono Barbara Bollier vicina a Marshall ma non pensiamo questo possa bastare e vediamo Marshall ancora come il favorito.

Montana (R Hold)

Il Montana è uno stato molto particolare. Fortemente conservatore a livello presidenziale, non disdegna di votare democratico per governatore e i senatori. Il Senatore uscente Steve Daines, molto conservatore, corre per un secondo mandato ed è leggermente favorito. Tuttavia i democratici, dopo un suo iniziale rifiuto, sono riusciti a convincere il popolare governatore Steve Bullock a sfidarlo. La sfida sarà indecisa fino all’ultimo ma, in un anno presidenziale, crediamo che Daines possa ancora avere la meglio.

South Carolina (R Hold)

Il South Carolina è uno degli stati più conservatori del paese, ma ha anche una forte presenza della minoranza afroamericana che vive nelle città di Columbia e Charleston. Inoltre è rappresentato al Senato da Lindsey Graham, un senatore decisamente impopolare sia fra i repubblicani che i democratici. Graham, ex moderato e amico di John McCain, si è spostato a destra in questa campagna elettorale per convincere i tanti repubblicani dello stato a confermargli la fiducia. I democratici candidano invece Jaime Harrison, ex chairman del partito democratico nello stato ma soprattutto afroamericano molto popolare nella sua comunità. Basterà questo a battere la forte tendenza conservatrice di questo stato, perlopiù in un anno Presidenziale? Noi pensiamo di no. Crediamo che Graham verrà rieletto, anche se di poco.

R 46 – D 44

Toss-Up

Iowa

L’Iowa è uno stato che negli ultimi anni si è spostato sempre più a destra, ma rimane competitivo. È rappresentato al Senato dalla senatrice Joni Ernst, molto conservatrice e al suo primo mandato, in cerca di un secondo. La popolarità di Ernst è molto calata nello stato a causa del suo appoggio ai dazi introdotti dal Presidente Trump, che hanno fortemente danneggiato le piccole imprese dell’Iowa. I democratici candidano una candidata con una popolarità in crescita, Theresa Greenfield. Ernst è meno popolare di Trump e questo potrebbe costarle il seggio, ma sarà una sfida indecisa fino all’ultimo.

Georgia

In Georgia è molto probabile che non si saprà il nome dei due Senatori fino a Gennaio. Perchè? Molto semplice, se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti domani, si andrà ad un ballottaggio ad inizio del prossimo anno. In Georgia si vota per due seggi: il Georgia-A e il Georgia-B. Tra i due quelli che sicuramente andrà al ballotaggio è il Georgia-B attualmente rappresentato dalla senatrice (nominata) Kelly Loeffler. Qui si sfidano numerosi candidati e quindi è pressochè matematico che nessuno arriverà al 50% subito. Sicuramente avanzerà al secondo turno il candidato democratico Raphael Warnock, pastore afroamericano a capo della chiesa di Atlanta che fu di Martin Luther King. Se a sfidarlo saranno la senatrice uscente Loeffler o il suo sfidante, il deputato ultraconservatore Doug Collins, lo decideranno i repubblicani in una lotta all’ultimo voto. Per quanto riguarda invece la sfida per il Georgia-A si scontrano il senatore uscente David Perdue e il democratico Jon Ossoff. Mentre Perdue, senatore al primo mandato, sembra leggermente favorito, Ossoff sta conducendo una campagna molto competitiva. Probabile che anche questo seggio arriverà al ballottaggio.

North Carolina

Il North Carolina è uno stato molto contestato a livello presidenziale, anche grazie al suo essere diventato un “purple state” negli ultimi anni. A sfidarsi per il Senato saranno il senatore uscente repubblicano Thom Tillis, poco popolare fra i suoi elettori, e l’ex veterano dell’Iraq e candidato democratico, Cal Cunningham. Fino a poche settimane fa Cunningham sembrava il favorito, ma un recente scandalo legato ad una relazione extra matrimoniale sembra averlo leggermente danneggiato. Anche questa sarà una sfida all’ultimo voto.

Lean Democratic

Arizona (R -> D)

L’Arizona voterà per decidere chi sarà il successore di John McCain al Senato. Attualmente il seggio è nelle mani della repubblicana Martha McSally che è stata nominata alla morte di McCain dal governatore Doug Ducey. L’Arizona fino a pochi anni fa era uno stato fortemente repubblicano ma si è spostato sempre più al centro grazie ad una crescente popolazione ispanica. I democratici candidano il popolarissimo ex astronauta della NASA Mark Kelly, marito dell’ex deputata Gabby Giffords. Sin dall’inizio Kelly è dato come favorito per conquistare a nome dei democratici questo seggio, e il suo vantaggio nei sondaggi, pur diminuito, sembra abbastanza stabile. È probabile che questo sarà il primo seggio conquistato dai democratici, pareggiando così la sconfitta in Alabama.

Maine (R -> D)

Il Maine è uno stato democratico ormai da anni, ma dallo spirito fortemente indipendente. Anche per questo motivo la Senatrice repubblicana uscente, Susan Collins, è riuscita a mantenere il suo seggio per ben quattro mandati. Vista da molti come una senatrice moderata a indipendente, la sua popolarità è crollata negli ultimi mesi a causa del suo sostegno a molte politiche del  Presidente Donald Trump, oltre che alla nomina del giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh. Sembra che stavolta la Collins, che gode comunque di un sostegno personale non indifferente, non possa riuscire a conquistare abbastanza voti per confermarsi contro l’ex speaker democratica della camera statale Sara Gideon. Attenzione però: da un paio d’anni il Maine adotta un sistema elettorale molto particolare chiamato “ranked choice voting” dove ogni elettore deve mettere in ordine, dal primo all’ultimo, i suoi candidati preferiti. È probabile che chiunque vinca, Gideon o Collins, lo faccia anche grazie alle preferenze subordinate (seconde). Noi vediamo la Gideon come favorita, ma sarà una sfida tutta da seguire.

Michigan (D Hold)

Il Michigan è un seggio democratico molto ambito dai repubblicani, che lo vedono come una delle poche possibilità per andare all’offensiva in questo ciclo (a parte ovviamente l’Alabama). Il Senatore uscente è Gary Peters, un democratico moderato che non ha assunto un profilo di primo piano nei suoi anni da Senatore rimanendo un “back bencher”. È il classico caso di un Senatore non impopolare, ma nemmeno popolare o conosciuto. I repubblicani sperano di poter sfruttare questo essere “anonimo” di Gary Peters per conquistare il seggio con John James, candidato afroamericano. Per quanto James sia competitivo, non vediamo come Gary Peters possa perdere questa sfida, soprattutto se Joe Biden dovesse vincere lo stato. Se però Trump dovesse confermarsi qui, anche questa sfida sarà molto aperta.

Minnesota (D Hold)

Il Minnesota è simile al Michigan anche se forse ancora meno conquistabile da parte dei repubblicani. La Senatrice democratica Tina Smith è stata nominata nel 2018 per sostituire il Senatore Al Franken, che si era dimesso. È una senatrice moderata e non particolarmente appariscente ma molto stimata all’interno del suo partito, e questo dovrebbe essere sufficiente a garantirle la conferma contro l’ex deputato repubblicano Jason Lewis. Questo a meno che Trump vinca lo stato ovviamente, ma anche questa sembra una possibilità assai remota, anche se non impossibile.

Likely Democratic

Colorado (R -> D)

Il Colorado è uno stato che negli ultimi anni si è spostato sempre più a sinistra, al punto da essere oramai considerato alla stregua di uno stato “Safe Democratic”. Il senatore uscente Cory Gardner è un repubblicano che vinse qui nel 2014 battendo di strettissima misura l’uscente Udall. Se poi si aggiunge al mix il fatto che i democratici sono riusciti a candidare il loro esponente più forte, il popolarissimo ex Governatore e ex Sindaco di Denver John Hickenlooper, risulta davvero molto difficile vedere una possibilità di riconferma per Gardner.

Bilancio Finale

No Elezioni (35 D e 30 R)

R Hold (16)

R -> D (3): Arizona, Colorado, Maine

D -> R (1): Alabama

D Hold (11)

La nostra stima vede quindi i democratici in vantaggio con 49 seggi, contro i 47 dei repubblicani e indecisi i seggi in Iowa, Georgia-A, Georgia-B e North Carolina.

Il controllo del Senato si deciderà, a nostro modo di vedere, in North Carolina. Se lo sfidante Cunningham dovesse battere il Senatore Tillis i democratici raggiungerebbe il magico numero di 50. Se la sfida dovesse finire 50-50 a decidere il controllo del Senato sarà il Vice Presidente eletto, chiunque egli sia. Ovviamente laddove i democratici dovessero anche a vincere i seggi in Georgia o Iowa, la loro maggioranza sarebbe maggiore.

 

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