Election YesterDay: dove fu la prima volta del Suffragio Universale?

Historic Auckland : 1893
ELECTIONS : Women Voters : Women walking to the Polling Booth for the vote in 1893.   Heavily outnumbered by men, women voters run the gauntlet to a Auckland Polling Booth.  One hundred years ago the women who fought for their right to vote were known as the shrieking sisterhood.  They were portrayed as sexually deviant freaks who had lost all connection, with the ideal of the woman as perfect wife and mother.  The men who supported them were also spurned.  They were weaklings under petticoat government, and if their activities were not suppressed there would be thousands of abandoned husbands and neglected babies.
©New Zealand Herald

Un piccolo indizio: c’entra una splendida isola del Mediterraneo. Si trova dietro la porta di casa, anche se ha un accento francese, e ancora oggi combatte per ottenere l’indipendenza. La sua storia si intreccerà in qualche modo con un altro arcipelago, situato a migliaia di chilometri di distanza, nell’Oceano Pacifico. Se non avete indovinato e volete saperne di più, continuate pure a leggere!

 

Un’isola rivoluzionaria

La Costituzione della Corsica del 1755, che sancì l’indipendenza de facto dell’isola dalla Repubblica di Genova, restò in vigore per soli 14 anni. Già nel 1769, infatti, in seguito all’invasione delle truppe di Luigi XV e all’annessione dell’isola alla Francia, la Costituzione venne definitivamente revocata.

Il documento legislativo, tuttavia, ancor prima delle Rivoluzioni americana e francese, rappresentò un’enorme conquista dell’epoca dell’Illuminismo. Per la prima volta in assoluto venne infatti introdotto il suffragio femminile, che estese il diritto di voto a tutti i cittadini, donne e uomini, sopra i 25 anni.

(Preambolo della Costituzione della Corsica (1755), detta anche “Paolina”)

Tuttavia, il primato della Corsica viene ampiamente dibattuto tra gli storici, dato il mancato riconoscimento internazionale della sua indipendenza, la breve vita della sua costituzione e la sua limitata efficacia. Per questo la maggior parte degli studiosi propende per riconoscere il merito dell’introduzione del suffragio universale alla Nuova Zelanda.

 

124 primavere dopo

Conclusasi la breve esperienza corsa, bisognerà aspettare fino al 1893, ovvero 124 anni, affinché il diritto di voto venga concesso nuovamente all’elettorato di sesso femminile, senza limiti di censo o etnia. Questa volta però dall’altra parte del globo, a sud dell’Oceano Pacifico, in Nuova Zelanda appunto.

L’arcipelago, ancora parte dell’Impero britannico, nel 1852 acquisì ampie capacità di autogoverno grazie alla promulgazione da parte dell’House of Parliament inglese del “New Zealand Constitution Act”, che istituì un parlamento bicamerale e un governatore eletti a suffragio universale maschile.

(Bandiera della Nuova Zelanda, con l’Union Jack britannico e la costellazione della Croce del Sud)

Diversamente da quello che successe con gli aborigeni australiani che conquistarono il diritto di voto solamente nel 1967, in Nuova Zelanda, già a partire dal 1879, il suffragio universale venne esteso a tutti gli uomini di etnia Maori (popolo autoctono) che avessero compiuto i 21 anni di età.

Il coinvolgimento di rappresentanti del popolo Maori nel parlamento neozelandese, seppure limitato a soli quattro seggi (non proporzionali alla popolazione effettiva), permise nel 1893 di espandere l’elettorato passivo a pressoché ogni cittadino sopra i 21 anni comprese le donne, caso unico all’epoca.

 

Le donne in parlamento

Le elezioni generali del 1893, si svolsero a novembre, e per la prima volta si videro delle donne aspettare in fila davanti ai polling stations, anche se in numero limitato rispetto all’elettorato maschile. In quell’occasione i liberali di Richard Seddon raggiunsero una netta maggioranza, aggiudicandosi ben 51 dei 74 seggi in palio.

(Suffragette neozelandesi)

La leader del movimento delle suffragette, la “Pankhurst neozelandese”, si chiamava Kate Sheppard. Nel 1893 fu lei a presentare al parlamento la “Women’s Suffrage Petition” che portò, dopo mesi di proteste, al voto favorevole di entrambe le camere al suffragio universale, che fu esteso sia alle donne europee che maori.

L’elettorato femminile rimaneva però unicamente passivo. Le donne potevano infatti votare per i vari candidati e liste ma non potevano concorrere alle elezioni e ambire alla carica di deputato. Nel 1919, il diritto di candidarsi per essere elette venne concesso solo per la camera bassa del parlamento.

La prima parlamentare a varcare la soglia della House of Representatives di Auckland fu Elizabeth McCombs del Labour Party, nel 1933. Mentre le donne divennero eleggibili per la camera alta, il “Legislative Council”, solamente nel 1941. 8 anni dopo, si optò definitivamente per un sistema unicamerale e il Legislative Council fu abolito.

(Elizabeth McCombs, la prima donna parlamentare in Nuova Zelanda)

 

Il modello neozelandese

Ulteriori traguardi nell’integrazione delle donne nella politica del paese si ottennero nel 1989, quando  Helen Clark divenne la prima Vice Primo Ministro di sesso femminile. Nel 1997, il PM Jim Bolger perse il sostegno del National Party e fu sostituito da Jenny Shipley, la prima donna “Prime Minister” della Nuova Zelanda.

Nel 1999, Clark divenne la seconda PM donna e la prima a guadagnarsi il ruolo nelle elezioni generali. L’attuale Primo Ministro, Jacinda Ardern (Labour Party), è salita al potere nel 2017 ed è diventata la terza donna in Nuova Zelanda a ricoprire la carica, facendo figurare il paese ai massimi livelli nella rappresentanza delle donne nelle più alte cariche politiche.

(Il Primo Ministro Jacinda Ardern)

 

 

Bibliografia:

https://archives.govt.nz/discover-our-stories/womens-suffrage-petition

https://www.jstor.org/stable/3641224?seq=1#metadata_info_tab_contents

https://nzhistory.govt.nz/politics/womens-suffrage

https://web.archive.org/web/20110720175612/http://www.aanioikeus.fi/en/articles/strike.htm

https://web.archive.org/web/20070429093638/http://www.elections.org.nz/study/history/maori-vote.html

 

Un interessante video sulle elezioni del 28 novembre 1893 (in inglese):

 

Nato a Roma, attualmente impegnato in un Master in European Studies al King's College di Londra. Una passione irrefrenabile per la politica e i grandi eventi del mondo.

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