Reade-Biden: le accuse di molestie sessuali al candidato democratico

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Nel Marzo 2019 otto donne si erano rivolte ad una rivista californiana per denunciare alcuni comportamenti che le avevano messe a disagio. Il protagonista di questi atteggiamenti ricorsivi era l’attuale candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden.

L’accusa di Tara Reade

Tra queste donne vi era anche Alexandra Tara Reade, che lo scorso 25 Marzo, durante un podcast, ha allargato lo spettro della sua denuncia, accusando Biden di molestie sessuali sul luogo di lavoro.

Tara Reade è stata nel periodo dal Gennaio 1992 all’Agosto 1993 una componente dello staff di Biden, quando quest’ultimo era senatore del Delaware. In particolare in un intervista al New York Times la donna ha raccontato: “Mi spinse contro il muro, cominciò a baciarmi il collo, separò le mie gambe con il suo ginocchio ed infilò le mani sotto la mia gonna chiedendomi se volessi spostarmi in un altro luogo. Dopo averlo allontanato, mi urlò che per lui io non fossi nessuna, prima di appoggiarmi una mano sulla spalla dicendomi che fosse tutto a posto.”

A seguito dell’incidente con il senatore, la Reade afferma di aver inizialmente presentato la questione sia alla sua assistente esecutiva, Marianne Baker, sia ai suoi collaboratori più stretti, Dennis Toner e Ted Kaufman, ma che nessuno di loro abbia fatto nulla in proposito. Denuncia inoltre di essere stata immediatamente demansionata, fino ad essere licenziata pochi mesi dopo. I tre protagonisti di questa vicenda, raggiunti dal Times, hanno negato di aver mai raccolto alcuna accusa da parte della donna. Tara Reade afferma quindi di aver deciso di presentare una denuncia formale all’ufficio del personale del Senato.

Le dichiarazioni a sostegno dell’accusa

Recentemente lei stessa ha tuttavia ammesso di non ricordarsi cosa abbia scritto in quel reclamo, ma di essere abbastanza sicura di non aver riportato l’accusa di molestie, perché al momento spaventata. Sarebbe stato inoltre il timore di future ritorsioni, oltre al rispetto che provava ancora per Biden, a fermarla da presentare una denuncia alla polizia, nonostante le insistenze della madre. A sostegno di questa tesi è circolato, nell’ultimo mese, un video dell’Agosto del ’93 in cui una donna, identificata dalla Reade come sua madre, interviene in diretta telefonica al Larry King Show raccontando come sua figlia avesse avuto problemi con un senatore molto importante, ma che non aveva presentato alcuna denuncia per il rispetto che provava verso quest’uomo.

La prima persona ad aver confermato le accuse contro Biden è stata la vicina della Reade nel ’93, Lynda LaCasse. Quest’ultima ha infatti dichiarato di ricordare quanto Tara fosse arrabbiata riguardo l’accaduto e di averla intimata a presentare una denuncia alla polizia. Un’altra voce a supporto di queste accuse è quella di Lorraine Sanchez, collega della Reade a metà anni novanta, che ricorda come le abbia raccontato di essere stata molestata dal suo precedente datore di lavoro e di essere stata licenziata dopo aver portato all’attenzione degli assistenti di Biden l’accaduto. Il fratello della Reade ha invece inizialmente dichiarato che la sorella gli avesse riferito solamente di alcuni comportamenti che l’avessero messa a disagio senza menzionare le molestie. Ha tuttavia successivamente precisato di essersi solamente espresso erroneamente, ma di essere a conoscenza dell’accaduto sin dal ’93.

La risposta di Biden

Il candidato democratico alla Casa Bianca non ha risposto immediatamente alle accuse della Reade, creando anche malcontento in alcune correnti interne al partito. Lo scorso giovedì, tuttavia, Biden si è presentato in diretta alla MSNBC rispondendo alle domande della giornalista Mika Brzezinski sulla questione. L’ex Vice Presidente ha subito dichiarato: “Non è vero. Affermo inequivocabilmente che non è mai successo”. Biden ha inoltre dichiarato di non ricordarsi di alcun tipo di reclamo e di non avere alcuna intenzione di contattare Tara Reade, per la mancata sussistenza delle sue accuse. Ha inoltre precisato che non esiste alcun accordo di riservatezza riguardo queste accuse.

Durante il proseguo dell’intervista Biden ha inoltre indirizzato i Senatori, chiedendo loro di garantire l’accesso all’archivio nazionale del Senato, poiché un reclamo di tale natura può trovarsi solamente in tale archivio, dichiarandosi disponibili a rendere pubblici tutti i reclami che possono essere stati mossi contro di lui durante la sua carriera come Senatore. Ha tuttavia spiegato, incalzato dalla giornalista, che non è possibile invece rendere pubblici i documenti presenti nell’archivio dell’Università del Delaware, perché tra di essi vi sono informazioni riservate, riguardanti alcune telefonate con l’allora Presidente Barack Obama.

Le dichiarazioni a sostegno di Biden

Al contempo il New York Times ha condotto un’indagine sulla questione, contattando una dozzina di componenti dello staff di Biden nel ’93, oltre ad aver raccolto le impressioni di molti dei collaboratori che Biden ha avuto durante la sua carriera politica. Nessun membro dello staff di Biden ricorda sia stato sporto un reclamo per atteggiamenti inappropriati da parte dell’ex Senatore e al tempo stesso ricordano quel luogo di lavoro come molto inclusivo nei confronti delle donne. Il Times ha inoltre contattato le altre sette donne che avevano lamentato atteggiamenti inappropriati da parte di Biden insieme a Tara Reade, riscontrando a seguito di queste interviste come non sia stato possibile ricostruire un pattern di molestie sessuali da parte dell’ex Vice Presidente.

Un altro punto di vista importante sulla vicenda riguarda il processo di valutazione a cui Biden fu sottoposto prima di essere scelto come Candidato Vice Presidente per le elezioni del 2008. Il responsabile di quel processo, David Axelrod, ha infatti dichiarato come non venne ritrovato alcun reclamo da parte di Tara Reade. Inoltre la legge federale ad inizio anni novanta prevedeva l’inizio di un processo nel caso in cui fosse stato presentato un reclamo per molestie o per discriminazioni di alcun tipo. Non si registrano tuttavia alcune udienze contro Biden durante quel periodo.

La risposta dei Democratici

Anche le correnti più progressiste all’interno del Partito democratico hanno apprezzato che Biden sia direttamente intervenuto sull’argomento. Ciò nonostante una rappresentante di questi ambienti, Alexandria Ocasio-Cortez, ha ripreso delle dichiarazioni di Biden nel 2018, in cui lui stesso dichiarava come le donne che si fanno avanti denunciando molestie sessuali, abbiano il diritto di essere ascoltate e di essere supportate.

Nonostante l’attenzione sul tema in America stia già scemando, la direzione dei Democratici non sembra più essere irremovibile sulla posizione di Biden. Tuttavia, anche se dovesse rimanere come candidato alla presidenza, questo tema sarà molto rilevante in campagna elettorale, soprattutto a seguito delle decisione di Biden di affidare la Vice Presidenza ad una figura femminile.

Nato a Monopoli (BA) nel 2000.
Di giorno studio Economia e Finanza all'Università Bocconi, di notte mi barcameno tra la politica italiana e la geopolitica.

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