Riforma della House of Lords come gli Europei: itinerante

riforma della House of Lords

Il neoeletto Lord Speaker ha avanzato una proposta di riforma della House of Lords per renderla più rappresentativa e vicina al popolo: mandarla in tour per il Paese.

Un po’ come gli Europei di calcio, che quest’anno saranno itineranti per celebrare i sessant’anni dalla prima edizione. Undici diverse città apriranno i loro stadi per il campionato europeo. Con partenza da Roma l’11 giugno, semifinali e finale si terranno nello stadio londinese di Wembley. A poco più di sei mesi dalla piena realizzazione della Brexit, con il Trade and Cooperation Agreement entrato in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2021 (e in via definitiva il primo maggio successivo), la capitale inglese tornerà a essere annoverata tra le città europee in occasione della competizione calcistica continentale per eccellenza.

Lord McFall e i progetti per la Camera dei Lord

Se l’idea di organizzare gli Europei in undici città vuole mandare il messaggio di un’Europa unita dal calcio, allo stesso modo la proposta di una House of Lords “mobile” mira a renderla più vicina ai cittadini e più rappresentativa delle diversità locali del Regno Unito. “Come la più grande rock band di anziani del mondo”, scrive POLITICO.

Ma facciamo un passo indietro. Lo scorso primo maggio John Francis McFall è stato eletto Lord Speaker della House of Lords, la Camera Alta del Parlamento britannico. Il Lord Speaker è la massima autorità all’interno della Camera dei Lord ed è considerato una figura imparziale. La carica è analoga a quella ricoperta nella House of Commons dagli Speaker, tra cui il celebre John Bercow, che con le sue colorate cravatte e i suoi perentori “Order! Order!” ha scandito i dibattiti più salienti sulla Brexit nell’era May.

“Voglio che i Lord siano una legislatura vibrante e rivolta verso l’esterno, che raggiunga più possibile tutte le parti del Regno Unito”, ha dichiarato Lord McFall dopo essere stato eletto. È su questa volontà che si basa la sua proposta di una Camera dei Lords itinerante, in viaggio per le città del Paese.

Proposte di riforma della House of Lords

La costituzione inglese, flessibile e non codificata in un unico documento, rende le istituzioni del Regno Unito estremamente malleabili. La stessa Camera dei Lord è stata oggetto di diverse importanti riforme nell’ultimo secolo, dallo storico Parliament Act del 1911 che confermò definitivamente la supremazia dei Commons sui Lords, fino al più recente Constitutional Reform Act del 2005 che istituì per la prima volta nella storia del Paese una Corte Suprema (in precedenza, la massima autorità giuridica era proprio la Camera Alta, nelle figure dei Law Lords).

Le proposte di riforma della House of Lords hanno sempre trovato un posto più o meno ingombrante nel dibattito inglese. Le ultimissime vengono proprio da Lord McFall, che oltre a voler portare i Lord in tour per il Regno Unito, intende proseguire la battaglia per ridurne il numero (attualmente sono 789). L’obiettivo sembra però essere osteggiato dall’attuale primo ministro Boris Johnson, che in meno di due anni di governo ne ha nominati quasi 80 (tra cui il negoziatore inglese per la Brexit David Frost e il fratello Jo Johnson). Nei suoi tre anni di governo, Theresa May ne aveva scelti 43.

Un altro grande tema, su cui però il Lord Speaker non rivendica competenza, è che la stragrande maggioranza dei Lords viene nominata dai partiti principali e non risponde al mandato popolare. Inoltre, molti di loro mantengono la carica a vita, mentre altri sono membri ereditari.

Troppi ma buoni

Secondo il neoeletto Lord Speaker, la persistenza di una Camera Alta composta da membri non eletti è uno dei fattori che la rendono un’istituzione anacronistica. Ma la necessità di ripensare la House of Lords deriva anche dalla Brexit e dalle tensioni interne al Regno Unito che mettono sotto pressione la sua costituzione territoriale. La proposta di Lord McFall, scozzese, ha come obiettivo proprio quello di avvicinare i Lord al popolo britannico, da Edimburgo a Cardiff.

Una soluzione che risolverebbe entrambi i problemi, l’anacronismo e la mancanza di legittimità, è includere nella Camera dei Lord membri a elezione diretta o indiretta. Nel secondo caso, esistono delle proposte di inserire le legislature devolute tra gli scranni dei Lords, atto che servirebbe a fortificare l’unità del Regno Unito.

Tuttavia, uno dei vantaggi di avere membri nominati è che i Lord sono diventati simbolo di autorevolezza ed esperienza, che negli anni sono servite per controbilanciare lo strapotere della House of Commons. Una futura riforma della Camera Alta inglese dovrà perciò formulare un compromesso tra competenza e legittimazione democratica.

Mentre gli europei di calcio festeggiano il loro sessantesimo compleanno con un’edizione itinerante, il progetto di far viaggiare i Lord inglesi per il Paese mira a raggiungere lo stesso scopo: fungere da collante in un momento in cui le spinte secessionistiche rischiano di diventare la prossima grande sfida per il Regno Unito.

Laureata in Politics, Philosophy and Economics, è iscritta a un programma di Double Degree tra Roma e Bruxelles.

Appassionata di istituzioni europee e Brexit, aspira a una carriera giornalistica.

alessandra.carraro(at)electiondaynews.it

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