San Valentino alle urne per il Kosovo

Kosovo

La situazione in Kosovo

Il 14 febbraio in Kosovo si tornerà a votare. Infatti, dopo il verdetto della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegale l’elezione del governo di Avdullah Hoti dello scorso giugno, la presidente ad interim Vjosa Osmani ha sciolto il parlamento e ordinato alla commissione elettorale di iniziare i preparativi per il voto. Alla base della decisione della Corte vi è Etem Arifi, assegnatario dell’unico seggio parlamentare riservato alla minoranza Ashkali. Arifi, aveva votato in favore della formazione del governo Hoti ma era stato precedentemente incarcerato per reati di corruzione.

Il problema rischia di ripresentarsi a breve perché Vetëvendosje! (Autodeterminazione!, nazionalismo di sinistra) ha affermato che intende candidare Albin Kurti alle prossime elezioni. Kurti, già Primo ministro dal febbraio al giugno 2020, insieme ad altri tre parlamentari, ha a suo carico una condanna per aver lanciato gas lacrimogeno nell’aula del parlamento nel 2015 durante una protesta. L’eleggibilità di Kurti sarà uno dei punti focali della campagna elettorale, dato che il leader di Vetëvendosje rimane tra i politici più popolari del Paese.

Una lunga crisi politica

Lo scioglimento del governo Hoti prolunga la lunga crisi del governo di Prishtina. Il 19 luglio 2019,  il Primo Ministro Ramush Haradinaj è stato convocato dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia de L’Aia. A seguito di questo, rassegna le dimissioni.

Il successivo governo Kurti, una coalizione tra Vetëvendosje e la Lega Democratica del Kosovo (conservatore), si formò dopo quattro mesi di negoziati. Una delle prime decisioni dell’esecutivo guidato da Kurti fu quella di abrogare l’impopolare aumento di stipendio per i membri del Governo stesso.

Kurti riteneva anche che per difendere al meglio il Paese, fosse necessario introdurre una leva militare obbligatoria di tre mesi.

Il 18 marzo 2020, Kurti “licenzia” il ministro dell’Interno Agim Veliu (della Lega Democratica) per il suo supporto all’istituzione dello stato di emergenza in risposta alla pandemia. Questo avrebbe dato potere al Consiglio di sicurezza del Kosovo guidato da Hashim Thaçi (del Partito Democratico del Kosovo).

In risposta a questo, il 25 marzo la Lega Democratica del Kosovo ha votato una mozione di sfiducia al Governo. Con il voto favorevole di 82 membri dell’Assemblea del Kosovo, il Governo Kurti è diventato il primo esecutivo a cadere in merito a disaccordi su come contrastare la pandemia.

Il governo Hoti

Al posto dello sfiduciato esecutivo Kurti, si è avuta l’elezione di Hoti della stessa Lega Democratica, supportata da altri tre partiti. Inoltre, a novembre 2020 il Presidente della Repubblica Hashim Thaçi si è dimesso dopo essere stato accusato di crimini di guerra e contro l’umanità dalla corte de L’Aia, fatto che ha portato alla nomina ad interim della presidente del Parlamento Vjosa Osmani. Ai problemi istituzionali si sommano inoltre le polemiche legate agli accordi commerciali stretti con la Serbia con la mediazione degli Stati Uniti, i quali potrebbero essere rivisti in seguito all’elezione di Biden.

Studente del MIREES @ Università di Bologna

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