Scontro tra Democratici e Repubblicani sul voto postale

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La volontà degli americani di votare per posta alle elezioni presidenziali di novembre è chiara, ma la proposta dei Democratici per perseguire questa strada sta incontrando un duro ostruzionismo al Congresso. Vista la situazione della pandemia negli Stati Uniti, i dem stanno provando a modificare le procedure di voto in vista delle elezioni affinché il tutto si svolga in sicurezza. La volontà del popolo americano è emersa da un recente sondaggio di POLITICO, che ha evidenziato come 3 elettori su 5 siano d’accordo al voto per corrispondenza. Inoltre, solo il 25% del campione analizzato si oppone fortemente a tale ipotesi. All’interno dei favorevoli troviamo il 77% dei dem, mentre il Partito Repubblicano è spaccato: il 48% è contrario il 42% è favorevole.

I Democratici all’interno del pacchetto di aiuti, denominato HEROES Act e stanziato per famiglie ed imprese a causa dell’emergenza Covid-19, hanno inserito una clausula per la modifica del sistema elettorale in situazioni di emergenza. I Repubblicani stanno facendo ostruzionismo: dal loro punto di vista non c’è abbastanza tempo per ragionare su eventuali modifiche in vista del voto di novembre. Inoltre, la tesi d’opposizione dei Repubblicani batte sull’eventuale perdita di diritto di voto di alcune comunità, come ad esempio i disabili o i nativi americani. Anche il Presidente Donald Trump si è fortemente opposto, affermando, senza prova alcuna, che il voto per posta implicherebbe brogli elettorali.

Questa procedura, sostenuta dai Democratici ed osteggiata dal “GOP” non sarebbe di certo a costo zero. Infatti, il progetto democratico prevede uno stanziamento di 3,6 miliardi di dollari per i funzionari elettorali affinché le elezioni si svolgano nel migliore dei modi ed in massima sicurezza. Ad oggi, sono stati stanziati solo 400 milioni, cifra che molti Stati reputa insufficiente e quasi irrisoria. La proposta resta sul piatto ma lo scontro è sempre più acceso.

Che gli americani vogliano votare per posta non emerge solo dai sondaggi. Difatti, le elezioni del 7 aprile in Wisconsin hanno visto un sontuoso aumento della percentuale di votazioni per corrispondenza: si è passati dal 12% della primavera del 2016 ad oltre il 70% del 2020. Non sono però mancati problemi con il sistema, che, infatti, sarebbe il motivo principale di preoccupazione per il “GOP”. La proposta dei Democratici, in un periodo di pandemia globale e di alto rischio di contagio in luoghi chiusi, ha sicuramente senso; dall’altra parte le perplessità dei Repubblicani su eventuali disservizi hanno fondamento. Lo scontro è aperto e la soluzione sarà difficile da raggiungere. Ma, è risaputo, la politica è l’arte del possibile.

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