USA, Coronavirus: la non omogeneità degli Stati nella strategia di contenimento

Difficilmente si sarebbe immaginata una evoluzione così dirompente di un virus che si credeva essere (erroneamente) nulla più che una influenza. Tuttavia, numerosi sono stati i Paesi che, trovandosi ad affrontare la più grande crisi planetaria di questo secolo, hanno dovuto ripensare alle loro politiche di contenimento.

Tra questi, troviamo anche gli Stati Uniti d’America, dove nei primi giorni di febbraio il Presidente Trump aveva affermato “I contagi scompariranno, Un giorno, come per miracolo, scompariranno”.
La situazione è molto cambiata. La diffusione del virus non si è fermata ai confini della Cina e del continente europeo ma, come era forse prevedibile, ha colpito pesantemente anche gli Stati Uniti.

Infatti, nonostante lo scetticismo mostrato dal Presidente Trump (supportato anche da qualche suo collaboratore), oggi gli Stati Uniti risultano essere il Paese con più contagi e decessi al mondo. I dati segnano oltre 1.000.000 per i primi (circa un terzo di quelli mondiali) e più di 59.000 per i secondi.

Una situazione certamente drammatica, acuita da un sistema sanitario nazionale che non garantisce cure accessibili (economicamente parlando) ad una porzione significativa della popolazione. Si è già assistito alle strazianti immagini che documentano le fosse comuni a New York per coloro che non possono permettersi né cure né esequie.

Come stanno reagendo i Governatori?

I singoli Stati hanno intrapreso misure atte a contrastare il virus, ma i Governatori non sembrano mostrare un atteggiamento omogeneo. La maggior parte di loro ha disposto numerose limitazioni, undici un lockdown quasi totale, cinque prevedono di revocare le misure precedentemente imposte, sei sembrano addirittura ignorare il problema. Cerchiamo di fare il punto.

La stragrande maggioranza dei Governatori ha emesso una ordinanza con la quale vengono stabilite delle limitazioni alle uscite dalla propria abitazione. Si potrà uscire solo per esigenze essenziali o lavorative. Inoltre, vengono chiuse o significativamente ridotte le attività aperte al pubblico, così come chiusi risultano essere spiagge e parchi (anche se in alcuni Stati risultano aperti a condizione di rispettare le disposizioni di social distancing). In aggiunta, sono vietati gli assembramenti che comportino il superamento di dieci persone (alcuni Stati innalzano tale limite a quattordici, in altri è ridotto a cinque, altri ancora non indicano un numero preciso ma usano la formula “non-essential gatherings”). Per quanto concerne i servizi di ristorazione, questi sono consentiti solo all’aperto. Questo è il quadro di sintesi valevole per Alabama, Arizona, California, Colorado, Connecticut, Florida, Illinois, Indiana, Kentucky, Lousiana, Massachussetts, Michigan, Minnesota, Missouri, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New York, North Carolina, Oregon, Pennsylvania, South Carolina, Tennessee, Texas, Virginia, Washington, Wisconsin, Wyoming.

Alaska, Georgia, Mississippi, Montana, Oklahoma abbracciano un atteggiamento meno restrittivo, revocando alcuni divieti precedentemente imposti e, conseguentemente, permettendo la riapertura dei negozi, sebbene con alcune limitazioni riguardanti eventuali assembramenti. Spiagge e parchi sono resi accessibili nel rispetto delle disposizioni di social distancing.

Delaware, Hawaii, Idaho, Kansas, Maine, Maryland, New Mexico, Ohio, Rhode Island, West Virginia e Vermont, al contrario, si presentano come gli Stati più austeri vista l’adozione di provvedimenti con cui vengono proibite le uscite non essenziali, operatività di negozi ed uffici ridotta al minimo (è richiesto il lavoro da remoto), parchi quasi completamenti chiusi, auto-quarantena per chiunque entri in territorio statale.

Arkansas, Iowa, Nebraska, North Dakota, South Dakota e Utah mostrano, infine, un atteggiamento più refrattario nei confronti della diffusione del contagio. Qui manca addirittura una ordinanza da parte dei Governatori che stabilisca regole per gli spostamenti (tranne che per lo Utah), non è stabilito un periodo di auto-quarantena (salvo che per residenti di ritorno da zone rosse, o pazienti affetti da Covid-19 e famiglie). Parchi e spiagge rimangono aperti e, pertanto, accessibili al pubblico.

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