Vanuatu al voto per le elezioni parlamentari

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Il prossimo 19 marzo, i cittadini della Repubblica di Vanuatu saranno chiamati alle urne per eleggere i 52 membri del parlamento unicamerale, dopo la scadenza dei quattro anni della XIX legislatura.

Le precedenti elezioni si sono svolte nel 2016, in seguito alla decisione del Presidente della Repubblica di sciogliere anticipatamente l’assemblea legislativa, a causa di uno scandalo di corruzione che coinvolse 14 deputati.

Gli ultimi risultati elettorali hanno dimostrato la profonda disgregazione del panorama politico vanuatiano, nessun partito è infatti riuscito a superare la soglia del 12%.

La nomina dell’attuale primo ministro Charlot Salawi, è avvenuta grazie alla formazione di un governo di coalizione comprendente il primo e il quarto dei partiti più votati, ossia il Vanua’aku Pati (11,91%) e il National United Party (5,48%), insieme ad altre piccole forze.

 

(Il primo ministro vanuatiano Salawi)

 

È assai improbabile che questa nuova tornata elettorale produrrà una maggioranza monopartitica e il parlamento sarà di nuovo fortemente diviso. La scissione tra anglofoni e francofoni è storicamente uno dei principali cleavage politici di Vanuatu, che impedisce la creazione di alleanze più compatte.

I principali partiti che si contenderanno i seggi del parlamento di Port Vila saranno i socialisti anglofoni del Vanua’aku Pati, i liberali francofoni dell’Union des Partis Moderés, i conservatori tradizionalisti del Land and Justice Party e i social-democratici anglofoni del National United Party.

Le tematiche centrali della campagna elettorale sono state l’impatto della crisi climatica sull’arcipelago, le relazioni con Cina e Australia, la rappresentanza femminile in parlamento (fino a oggi pari a zero) e la ricostruzione del paese dopo il Ciclone Pam del 2015.

Non dovrebbero rilevarsi tensioni durante lo svolgimento delle elezioni in nessuna area del paese, che non presenta importanti conflitti interni e si classifica alto nella lista delle libertà civili e politiche redatta da Freedom House.

Nel caso abbiate bisogno di rinfrescarvi la memoria, Vanuatu è una repubblica parlamentare situata nell’Oceano Pacifico meridionale e costituita da un arcipelago di 82 isole di origine vulcanica, distanti circa 1750 km dall’Australia.

Curiosamente, fino al 1980, questo piccolo stato indipendente ha fatto parte del cosiddetto Codominio franco-britannico delle Nuove Ebridi, che rappresentò l’unico caso nella storia di un protettorato governato in congiunto da due grandi potenze coloniali.

 

Nato a Roma, attualmente impegnato in un Master in European Studies al King's College di Londra. Una passione irrefrenabile per la politica e i grandi eventi del mondo.

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