Venezuela, prove del coinvolgimento di deputato dell’opposizione nell’operazione Gideon

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Il ministro della comunicazione del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha diffuso un audio in cui si attesterebbe il coinvolgimento del deputato Hernán Alemán, nell’operazione Gideon, uno degli ultimi tentativi di rovesciare il presidente Nicolás Maduro. Dalla registrazione emergerebbe che Alemán avrebbe avuto contatti con Cliver Alcalá Cordones, il responsabile dell’operazione.

Gli uomini di Maduro stanno raccogliendo tutte le prove per iniziare ad incolpare il governo Trump per gli eventi del 3 maggio. Tra i nuovi materiali a disposizione, ha avuto grande risonanza la registrazione del deputato Alemán in cui si sentirebbero molti dettagli sull’incursione. In particolare, emergerebbe il racconto dei movimenti dei mercenari colombiani e la descrizione delle loro uniformi con sopra la bandiera degli Stati Uniti. Inoltre, dall’intercettazione verrebbe fuori anche il contatto tra il deputato ed un agente della CIA. Rodríguez sarebbe entrato in contatto con la CIA dopo una riunione tenuta nell’ufficio di James Broward Story, il diplomatico statunitense addetto al Venezuela, considerato uno degli uomini di collegamento tra Trump e Guaidò.

Il ministro Rodríguez, ha rivelato altre testimonianze in cui emergerebbe un piano far esplodere il Palazzo del Governo, “indipendentemente dal fatto che migliaia di cittadini di Caracas vivessero nei dintorni”. Inoltre, sarebbero stati resi noti alcuni dissidi economici nel gruppo che pianificava l’incursione, a causa della mancanza di fondi. Tra i “benefattori” ci sarebbero molte società statunitensi ma anche venezuelane che, dopo aver eliminato Maduro e le sue forze militari, si sarebbero volute accaparrate oro, petrolio e altri beni.

In conclusione, Rodríguez ha sottolineato il ruolo degli Stati Uniti all’interno dell’operazione: “C’era consapevolezza, c’era una pianificazione attraverso una compagnia di sicurezza privata che gli era molto vicina (Donald Trump)”. In aggiunta, il ministro ha anche denunciato il modo in cui Juan Guaidó sfrutterebbe i trafficanti di droga per attuare il suo piano di colpo di Stato, dando loro copertura per lo spaccio. Sembrerebbe che la storia si ripeta: a 59 anni di distanza dall’incursione a Cuba, siamo dinanzi ad una nuova Baia dei Porci?

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